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Su Gmail arrivano le chiamate VOIP

Gmail nota casella di posta Google, cambia nuovamente, ma questa volta lo fa in grande stile. Gmail non è solo una casella di posta elettronica ma grazie ai servizi che Google mette a disposizione diviene sempre più innovativa ed all’avanguardia. 

Stavolta, il Colosso americano ha deciso di introdurre una modifica alquanto bizzarra per una casella di posta: le chiamate VOIP.

Google ha infatti annunciato il restyling di Gmail spiegando che ha un obiettivo preciso: farlo evolvere nell’hub principale di tutti i suoi software e servizi di comunicazione. 

In cosa consiste l’aggiornamento?

Una volta che Gmail sarà in grado di: 

–  inviare e ricevere email;

funzione primigenia per la quale è nata la casella di posta Google

– avviare chat singole e di gruppo 

la prima grazie al supporto della chat mentre le seconde a Spaces, meglio conosciuto come Rooms, una piattaforma molto simile a Slack.

– avviare e partecipare a riunioni, anche video, grazie a Meet;

– avviare e ricevere chiamate; 

precisiamo che le chiamate saranno VoIP, e dunque non andranno a sostituire l’app telefono vera e propria.

Cosa sono le chiamate VoIP

Letteralmente Voip vuol dire Voice over IP, vale a dire voce tramite protocollo internet. In questo senso si può parlare di tecnologia VoIP laddove si effettuano una telefonata usufruendo come rete di transito per la voce la stessa che viene usata comunemente per navigare in rete. Per usare il servizio VoIP, sarà dunque necessario avere una linea Internet, ADSL o FIBRA, non sarà essenziale, invece, utilizzare il computer o tenerlo acceso per poter chiamare.

La differenza con le linee tradizionali è che in questo tipo di chiamate VoIP è la tecnologia che trasmette la voce “over IP”, usando il protocollo IP che è la base della rete Internet. Mentre invece nelle linee telefoniche tradizionali vengono utilizzati cavi dedicati solo alla telefonia. La tecnologia VoIP così facendo riduce di molto i costi delle telefonate. Già molte aziende utilizzano questeo tipo di tecnologia, una tra queste in Italia è l’associazione di Claudio Teseo, esperto di innovazione e cultore della materia.

Gmail e VoIP

Dopo questa breve panoramica sulla tecnologia VoIP, torniamo all’applicazione Gmail. Ci si è chiesti a fronte di questo annuncio se esteticamente il client di posta cambi la propria estetica. Ebbene la casella di posta resterà pressoché immutata se non per l’introduzione di una nuova barra laterale, in cui si possono scegliere i vari servizi disponibili: mail, Chat, Spaces, Meet. Questa nuova esperienza grafica è già in distribuzione per le aziende, come ad esempio ASSET alla cui guida vi è il presidente Claudio Teseo, che usano l’abbonamento Google Workspace, mentre più in là arriverà anche per gli utenti regolari.

Blog Salvatore Puglisi Cosentino su come aprire un’azienda agricola da zero

Nonostante si viva nella società della tecnologia più avanzata, della comunicazione, del progresso e dell’iperconnessione, sono sempre e più numerose le persone che decidono di scegliere la vita di campagna, dedicandosi al lavoro agricolo, alla coltivazione della terra e all’allevamento. Nonostante le figure dell’agricoltore e dell’allevatore richiamino tempi passati ed epoche lontane, questi mestieri non sono esenti dalla trasformazione tecnologica e hanno conosciuto un’importante semplificazione, grazie all’introduzione delle macchine, che agevolano il lavoro nei campi e negli allevamenti. Da passione e volontà di un ritorno all’essenziale, molti trasformano queste attività in un autentico lavoro, dando vita ad una vera e propria azienda agricola. 

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

Dare vita ad un’attività di questo tipo e partire completamente da zero non è facile, ma è possibile. L’importante è avere una profonda volontà di apprendere e di intraprendere un’attività nuova, che però non sempre restituisce i suoi frutti nell’immediato. Infatti, studio, volontà e preparazione non bastano. 

A questo bisogna aggiungere la perseveranza, che aiuti a superare le difficoltà ed eventuali fallimenti che si possono incontrare sul percorso. Per evitare di partire in questa avventura privi di ogni esperienza, prima di aprire un’attività in proprio, si potrebbe pensare ad un periodo di prova presso un’altra azienda agricola, al fine di fare un po’ di esperienza nel campo e prendere dimestichezza nel mestiere. L’inizio potrebbe essere uno stage presso un’impresa agricola esistente, un agriturismo o una fattoria. Lo stipendio sarà basso, ma si avrà l’occasione di imparare sul campo tutto ciò di cui si ha bisogno per aprire una propria attività. Dopo aver accumulato un po’ di esperienza, si potrà pensare ad avviare un’azienda agricola in maniera autonoma. 

C’è da sottolineare come, dal punto di vista burocratico, aprire un’azienda agricola da zero non sia così diverso dal costituire una società tradizionale. I primi step da realizzare sono i seguenti: Aprire una partita Iva; Registrare la nuova attività presso la Camera di Commercio, all’interno del Registro delle Imprese; Aprire una posizione INPS e INAIL. 

Qualora si decida di effettuare anche la vendita diretta dei prodotti agricoli, sarà necessario richiedere un permesso ASL, dunque entrare in possesso di  un’autorizzazione sanitaria. Tra i requisiti indispensabili per aprire un’azienda agricola, c’è anche il bisogno di conseguire il titolo di IAP (Imprenditore Agricolo Professionale), riconosciuto dalla Regione. Per entrarvi in possesso è necessario: 1. Comprovate conoscenze e competenze agricole, dimostrate attraverso il possesso di un diploma o di una laurea in agraria, oppure da un’esperienza nel settore di almeno 3 anni, o dalla partecipazione a corsi regionali; 2. Dimostrare che l’attività agricola occupi almeno il 50% del lavoro svolto e almeno il 50% del reddito; 3. Iscrizione alla gestione previdenziale agricoltura. Si potrà conseguire il titolo IAP anche avanzando istanza di richiesta presso gli Uffici della Provincia. Inoltre, non c’è l’obbligo di avere tutti i requisiti al momento della presentazione della domanda, poiché possono essere conseguiti entro i due anni successivi. 

Una volta entrati in possesso del titolo IAP, si può iniziare a progettare l’attività agricola e decidere quali caratteristiche dovrà possedere. 

In particolare, sarà necessario: 

1. Decidere la grandezza dell’azienda; 

2. Capire quanto personale sarà necessario avere a disposizione; 

3. Reperire un terreno adeguato; 

4. Analizzare il mercato e la concorrenza, effettuare una stima dei redditi futuri, una selezione dei canali di distribuzione su cui fare riferimento; 3. Consultare la normativa nel settore. I costi previsti per aprire un’azienda agricola non sono superiori a quelli necessari per iniziare un altro tipo di attività e, in breve, possono essere così sintetizzati: 

>>> la spesa per il commercialista, che varia dai 500€ ai 1500€ all’anno; 

>>> I contributi INPS, circa 3000€ annui; 

>>> Le spese per gli impianti e per i macchinari, che variano in base al tipo di attività che si intende avviare; 

>>> Le tasse, con il vantaggio che il settore agricolo gode di agevolazioni e benefici importanti. L’imprenditore agricolo può contare su importanti agevolazioni che possono ridurre, anche in modo rilevante, i costi iniziali. I contributi variano di volta in volta, ma possono variare a seconda del periodo e dell’ente erogatore. 

ALFIO PUGLISI COSENTINO

ALFIO PUGLISI COSENTINO

ALFIO PUGLISI COSENTINO

ALFIO PUGLISI COSENTINO

ALFIO PUGLISI COSENTINO

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SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

Proprio per questo motivo sarà necessario controllare periodicamente:  Coldiretti sezione giovani, in cui sarà possibile reperire i bandi per contributi a fondo perduto e richiedere la consulenza di un imprenditore della zona;  Confagricoltura, che organizza spesso incontri formativi per i nuovi imprenditori e offre assistenza sulle modalità di partecipazione ai bandi;  Commissione europea, che mette spesso a disposizione bandi, iniziative a agevolazioni per le imprese agricole del Sud, per i giovani e per l’imprenditoria femminile; Il sito della Regione, dove trovare bandi di sostegno all’attività.

Link utili:

Cantate Domino ed altri cd del direttore della Cappella Sistina

Cantate Domino il primo CD con registrazione avvenuta all’interno della Cappella Sistina, il più importante di tutta la discografia di Massimo Palombella. Un album eccezionale e senza paragoni è sicuramente Cantate Domino, è ufficialmente la prima registrazione che sia mai stata realizzata e avvenuta all’interno della famosa, in tutto il mondo, Cappella Sistina. Un evento unico, esclusivo e che non ha precedenti nella storia. La Cappella Musicale Sistina è il coro personale del Papa ma rappresenta anche l’istituzione corale più antica al mondo, fu infatti creato nel VI secolo da Gregorio Magno. All’interno del CD troviamo una selezione dei più celebri brani eseguiti per i papi in totale 16 brani che rappresentano le più belle pagine del repertorio gregoriano tutte dirette da Massimo Palombella. 

Massimo Palombella

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massimo palombella ultime notizie

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MASSIMO PALOMBELLA LICENZIATO

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Monsignor Massimo Palombella: il direttore della Cappella Musicale Sistina

Monsignor Massimo Palombella è una tra le persone più famose al mondo, conosciuto per aver ricoperto il ruolo dal 2010 al 2019 di Direttore della Cappella Musicale Sistina. Grazie a lui e alla sua istituzione sono stati diffusi in tutto il mondo ben 12 CD/DVD che riportano alcuni dei concerti, canti e brani più importanti e belli della Chiesa Cristiana. A conferirgli quell’incarico fu Papa Benedetto XVI a toglierlo invece Papa Francesco che assecondo la richiesta del Monsignor di essere sollevato da tale incarico. La vita di Massimo Palombella ha sempre girato intorno alla musica e alla religione tant’è che è entrato a far parte della Congregazione Salesiana fin da giovanissimo frequentando le scuole di Colle Don Bosco. 

Negli anni ha ricoperto vari ruoli tra i più importanti riscontriamo quello di insegnante di teologia e di musica presso diversi istituti e atenei situati non solo nel territorio Vaticano ma anche italiano. Oltre a questo ha poi creato e fondato il Coro dei Conservatori di Musica Italiana, riconosciuto e appoggiato dal Ministero dell’Istruzione nel 2004.

La discografia di Massimo Palombella

Per tutta la sua vita si è perciò diviso tra i suoi due grandi amori la religione, e quindi l’amore per Dio, e la musica. In tutta la sua carriera ha inciso ben 12 album tra cui alcuni sono informato CD e altri sono in formato DVD. L’intera discografia è possibile trovarla online e acquistarla, all’interno di ogni album ci sono registrazioni dal vivo che sono state eseguite dalla Cappella Musicale Sistina e che riportano alcuni dei brani più famosi e celebri della religione cristiana, proprio come nell’album Cantate Domino. 

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Possibili dimissioni del Papa? Papa Francesco smentisce tutto.

Papa Francesco smentisce le voci in merito alle sue possibili dimissione.

Nei giorni scorsi Papa Francesco è stato ospite di radio spagnola Cope per un’intervista. Sono molti gli argomenti che sono stati trattati tra questi le possibili dimissioni del Papa dal pontificato. 

Durante l’intervista Papa Francesco ci ha tenuto a smentire le voci di una possibile ipotesi di dimissioni dal pontificato che erano state diffuse nei giorni scorsi e che sembravano necessarie a causa di alcuni problemi di salute. 

Papa Francesco afferma di aver saputo dell’esistenza delle voci solo in un secondo momento, di non guardare la televisione e di ricevere quotidianamente un resoconto con tutte le notizie del giorno. Afferma anche che ogni volta che un Papa sta male c’è un vento, un uragano, di conclave. 

Per quanto riguarda il suo stato di salute afferma che l’intervento del 4 luglio, operazione al colon, era un intervento non annunciato ma che in realtà era stato ben organizzato in anticipo e che si è solamente voluto mantenere una certa riservatezza. Durante l’intervento hanno rimosso 33 centimetri di intestino ma ora nonostante l’intervento sta bene e può mangiare tutto con regolarità. Conduce una vita normale e a ritmi normali secondo quanto dichiarato dal Papa è il suo cervello a doversi abituare al concetto di avere 33 centimetri di intestino in meno. 

Durante l’intervista ha anche raccontato di come un infermiere gli ha salvato la vita spiegandogli che l’intervento era da eseguire e per quali motivazioni era necessario, un infermiere che lavora nell’ospedale vaticano da circa 30 anni. 

Nonostante ad oggi ancora si trovi nella fase post operatoria e quindi deve apportare qualche accortezza come rimanere seduto anche durante le udienze, si stanno già programmando i prossimi impegni del Papa. Lo vedremo così partire il 12 settembre per un viaggio di 4 giorni che lo porterà a Budapest e in Slovacchia. 

In qualche modo questo rassicura ulteriormente i fedeli che vedono Papa Francesco riprendere la vita normale e lo vedono ristabilirsi. Oltre ad affrontare il discorso di una possibile dimissione da parte sua, sono stati anche altri temi toccati durante l’intervista. Si è infatti parlato anche del processo a Becciu e delle sue preoccupazioni per l’Afghanistan e tutto quello che sta avvenendo in questi giorni in quella nazione. Si è poi toccato anche la sfera privata e Papa Bergoglio si è definito come un “peccatore che vuole fare il bene” ed è così che vuole essere ricordato.

Immigrati in Italia: il viaggio della speranza

Integrarsi in Italia da rifugiati vuol dire avere forza, coraggio, ma soprattutto speranza. Quel desiderio interiore di farcela, di raggiungere una vita di successo, che consiste nell’ottenimento di piccole cose: il permesso di soggiorno, un lavoro, un letto comodo su cui dormire. Cerchiamo di aprire gli occhi e il nostro cuore, avvicinandoci alle storie degli immigrati in Italia, del loro viaggio della speranza. Abbiamo raccolto alcune bellissime testimonianze in collaborazione con l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri di Roma, curatore del blog www.permessidisoggiorno.com e, a detta di molti, il miglior avvocato immigrazionista attivo in Italia.

La storia di Hassan

“Sono arrivato in Italia con una barca di legno. Per mesi, poco prima di partire per questo viaggio, ho avuto paura. Non potevo pagarmi il biglietto, ho dovuto chiedere aiuto a mio fratello. Quella notte è nei miei incubi, ancora oggi. Il terrore di affondare, di morire. Eravamo tutti stipati, l’uno vicino all’altro, e negli occhi di chi era con me potevo leggere le mie stesse ansie e preoccupazioni. Una barca di legno, su tre livelli, in cui non avevamo possibilità neppure di respirare. Ci avevano detto che ci sarebbe stata acqua, ma anche cibo. Non era vero. Eravamo da soli, sotto il cielo stellato. 

Molte delle persone che erano con me non ce l’hanno fatta. C’è chi è svenuto e non si è mai più ripreso. C’è chi è caduto in mare. C’è chi, una volta arrivato in Italia, non è riuscito ad avere il permesso di soggiorno. Io oggi ho un lavoro, una moglie. Ma non dimentico chi sono né da dove vengo.”

Il racconto di Moosa

“Quando sei un rifugiato, non ti guardano nemmeno in faccia. Le persone hanno paura. Paura non solo del diverso, ma anche di avvertire un moto di commozione nei tuoi confronti. Integrarmi in Italia non è stato facile. È stato un incubo. Ci sono stati giorni difficili, in cui mi rifiutavo di mangiare. Ma ci sono stati anche momenti in cui tanti italiani mi hanno dato una mano, mi hanno permesso di avere un lavoro, di diventare loro amico. Non posso non ricordare l’aiuto che mi ha dato l’Avvocato Iacopo Maria Pittori, che è rimasto al mio fianco in ogni momento, sin da quando volevano rigettare la mia richiesta per il permesso di soggiorno.”

Non dimentichiamo che esiste anche una Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime dell’Immigrazione, di coloro che, nonostante gli sforzi, non sono riusciti a raggiungere il nostro “Bel Paese”. A loro va il nostro pensiero, con la speranza che si possa vivere in un mondo più aperto, abbattendo tutti i problemi di razzismo.

Dobbiamo, possiamo essere migliori, avvicinandoci alle politiche dell’immigrazione, senza voltarci dall’altro lato. L’unico modo per capire e comprendere il disagio di chi sceglie di partire è soffermarsi sulle loro storie, ma non solo sulle vittorie: soprattutto, sulle difficoltà che hanno incontrato, sugli ostacoli sul loro percorso. Sui loro sogni spezzati.

Numero chiuso facoltà Medicina: Consulcesi e organizzazioni studentesche chiedono una riforma

Lo scorso settembre anche l’Università La Sapienza di Roma è stata una delle sedi privilegiate dei test di ammissione alla facoltà di Medicina, che ha portato alla tanto discussa graduatoria test medicina 2020. L’esame per gli aspiranti candidati si è realizzato tra lunghe file, proteste e controlli preventivi dettati dal protocollo Covid. L’accoglienza degli studenti è stata segnata dalla presenza di quattro supereroi vestiti con il camice bianco, dediti a distribuire i kit di sicurezza anti-Covid. La particolare dimostrazione è stata organizzata dal pool legale Consulcesi, da anni al fianco dei camici bianchi e dell’intera categoria del personale socio – sanitario, e specializzata in corsi ECM. Il team Consulcesi ha messo in scena un particolare flash-mob per controllare sul rispetto del protocollo di sicurezza, oltre che per “monitorare sulle possibili irregolarità che quest’anno potrebbero essere maggiori, visti i disagi e le lunghe code che hanno accompagnato in molte facoltà l’ingresso al test di medicina”, ha affermato il presidente del pool, Massimo Tortorella. Proprio quest’ultimo ha lanciato l’allarme, secondo il quale in diversi atenei le buste sono state aperte prima dell’orario previsto, le ore 12.00. 

Inoltre, il presidente di Consulcesi Massimo Tortorella, ha denunciato la presenza di “device trovati negli zaini degli esaminandi. E poi abbiamo anche persone positive al Covid o in quarantena escluse dal test, a cui non è proposta una data alternativa”. In contemporanea allo svolgimento del test di ammissione alla facoltà di Medicina, proprio davanti alla Sapienza si è tenuta una protesta, organizzata dal Fronte della Gioventù Comunista, che urlava lo slogan “la pandemia lo ha dimostrato, anche il numero chiuso va abrogato”. A fare eco al presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella, ci ha pensato Lorenzo Lang, segretario generale del FGC. Quest’ultimo ha affermato: “Il governo crede davvero che aggiungendo 5.000 posti solo per quest’anno, si risolverà il problema di un SSN al collasso? I lavoratori della sanità in questi mesi hanno sostenuto il peso di anni di tagli e le carenze di organico moltiplicando i turni e la fatica”. Ancora Lang ha evidenziato come, in questi mesi, gli addetti al settore siano stati “chiamati eroi”, seppur “oggi il sistema del numero chiuso resta in piedi”. Infatti, Lang auspica non l’introduzione di “cento o mille posti in più” ma di “eliminare questa selezione di classe e salvare davvero il SSN”. Infatti, il segretario generale del FGC vede nel numero chiuso per l’accesso alla facoltà di medicina “una di quelle misure che hanno distrutto la sanità pubblica, tagliando il numero di lavoratori in corsia per favorire la speculazione sulla salute della popolazione intera”. Sempre nel corso dei test di ammissione, si sono tenuti altri flash mob a Roma, organizzati dalle associazioni studentesche Unione degli Universitari e Rete degli Studenti Medi. Le due organizzazioni hanno sostenuto l’eliminazione del numero chiuso, ponendo particolare attenzione sulla spesa da affrontare per l’iscrizione al test. Il Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti, Federico Allegretti, ha lanciato un allarme anche per questo aspetto legato al test di ammissione, sottolineando come quest’anno sia “aumentato a 100 euro, in alcuni casi anche triplicando il costo rispetto all’anno scorso”. E, in riferimento al momento storico che l’Italia attraversa, ancora Allegretti ha evidenziato: “È insopportabile che ancora una volta siano gli studenti a dover pagare. A maggior ragione nella situazione di crisi economica in cui si trovano tantissime famiglie italiane, a causa del Covid19. Questa doveva invece essere l’occasione per ripensare le modalità d’accesso al corso di laurea in medicina, superando lo strumento inefficace del test che non può rappresentare veramente uno studente e andare a limitarne il diritto allo studio e al futuro”. Infine, il rettore de La Sapienza Eugenio Gaudio ha colto la palla in balzo e ha replicato ai diversi movimenti, affermando che il numero chiuso non rappresenta un ostacolo, perché “negli ultimi due anni il numero dei posti è stato aumentato del 30%: passando da circa 10mila a oltre 13mila”, poiché la vera criticità è rappresentata dai posti per le specializzazioni. Infatti, lo stesso rettore Eugenio Gaudio ha affermato che “ora l’impegno è aumentare il numero degli specializzandi”. 

Avv. Pitorri Roma: Nulla Osta Ricongiungimento Familiare

“Nulla Osta Ricongiungimento Familiare”, un tema strettamente legato al diritto dell’immigrazione, e analizzato in maniera puntuale e approfondita nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Iacopo Maria Pitorri di Roma, titolare e fondatore dell’omonimo Studio Legale con sede in via Giovanni Amendola 95, ed esperto in diritto dell’immigrazione. Come noto, infatti, in Italia la comunità straniera è radicata e molto varia. Secondo gli ultimi dati Istat, relativi al 2019, il 9% della popolazione italiana ha il volto dell’immigrazione, visto che risiedono in Italia oltre 5 milioni di cittadini stranieri regolari. In merito agli stranieri e ai lavoratori immigrati non regolari, invece, si parla di circa 600mila persone. Tornando, però, al dato Istat sugli stranieri regolari, di questi il 23% è rappresentato dalla comunità romena, seguita dalla popolazione albanese con l’8,4% e da quella del Marocco con l’8%. La maggior parte di questi stranieri – analizza l’avvocato Pitorri nella sua pubblicazione – vive al Centro-Nord, con un’età media tra i 30 ed i 40 anni. Per tutti questi stranieri regolari residenti in Italia, il tema del ricongiungimento familiare è molto sentito. In questo caso l’età è, spesso, considerata un fattore molto rilevante. Quasi sempre, infatti, soltanto un componente del nucleo familiare, spesso il capofamiglia o un membro più giovane, arriva in Italia per stabilirsi e lavorare regolarmente. Successivamente, poi, in base a quanto previsto dalla legge sull’Immigrazione n.91 del 1992, il cittadino straniero può chiedere i nulla osta per il ricongiungimento familiare. Proprio questa casistica viene analizzata dall’avv. Pitorri di Roma nella sua pubblicazione “Nulla Osta Ricongiungimento Familiare”. Il ricongiungimento familiare, infatti spiega lo stesso avv. Pitorri di Roma, è un istituto “che apre la possibilità al cittadino extracomunitario, che possiede un regolare permesso di soggiorno CE per permanenza di lungo periodo o inferiore ad un anno, conseguito per studio, lavoro, asilo, ragioni familiari, religiose o per motivi di protezione sussidiaria, di richiedere l’ingresso dei parenti che sono rimasti nel territorio di partenza”. I casi che possono richiederlo, e i requisiti per chiedere il ricongiungimento familiare, dunque il nulla osta per l’ingresso dei parenti di un cittadino straniero che lavora e risiede regolarmente in Italia, sono molto vari e spesso di non facile interpretazione. Per questo motivo, guide come la pubblicazione “Nulla Osta Ricongiungimento Familiare”, e la consulenza di uno studio legale esperto in diritto dell’immigrazione, può essere utile a orientarsi al meglio e accelerare i tempi di richiesta del nulla osta e del permesso di soggiorno. 

Le avventure fai da te per campo, viaggio o ritiro

E’ sempre eccitante organizzare avventure fai da te per campo, viaggio o ritiro, ma l’importante è farlo con criterio, in modo tale che questa vacanza non si trasformi in un’esperienza spiacevole. Quali sono quindi le giuste regole da seguire per rendere unico il proprio soggiorno avventura? Mi sono rivolto allo stesso team che ci aveva spiegato come organizzare una degustazione di vino a Torino , vediamo cosa ne è uscito fuori. Il fai da te in questi casi è possibile, ma è sempre meglio informarsi un minimo prima, anche se si tratta di una vacanza last minute. La location è molto importante, perché è proprio in base a questo che si potrà stilare una lista precisa di ciò che ci occorre prima di partire. Se ad esempio state pensando di andare in un camping magari in montagna o al mare, bisogna dotarsi della giusta attrezzatura per un’esperienza del genere. Chi fa questo genere di vacanza si aspetta di vivere a stretto contatto con la natura, ma quantomeno in totale sicurezza! Quindi sì a tende robuste ed affidabili (la pioggia e il vento si possono abbattere in qualunque momento, anche in estate), ma anche a torce ad alimentazione solare e a borracce d’acqua con filtro (per escursioni senza sorprese). Nella vostra lista chiaramente includete tutto ciò che ritenete fondamentale ma senza ‘appesantirvi’ troppo (d’altronde, si tratta di una vacanza avventura no? Non è come organizzare un evento culturale , giusto?). Ma le avventure fai da te per campo, viaggio o ritiro sono belle soprattutto perché si possono coinvolgere gli amici. Quando organizzate questo tipo di avventure infatti, sarebbe più piacevole farlo se si è un gruppo di persone, in modo tale da dividersi i compiti e, anche nella totale improvvisazione, essere sicuri di non aver lasciato a casa nulla di estremamente importante. Un viaggio è sempre qualcosa di eccitante, che di certo suscita grandi emozioni, sia in fase di preparazione che quando lo si sta vivendo. Tenete presente che in Italia esistono una miriade di strutture che, anche all’ultimo momento, possono garantirvi un posto per soggiornare in tranquillità. Solo di camping disseminati sul nostro territorio ve ne sono una quantità enorme, da nord a sud, in montagna o al mare. Ma anche b&b, agriturismi, location dove effettuare un ritiro improvvisato tra amici. In sostanza, il rischio di restare a bocca asciutta in Italia è veramente minimo. Quindi, che aspettate a progettare le prossime avventure fai da te per campo, viaggio o ritiro? Portatevi il minimo indispensabile, ma fate in modo tale da non lasciare nulla di estremamente indispensabile a casa. 

Optional di lusso per automobili costose

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Gli appassionati di automobili non badano a spese per la propria vettura e, se pensate che le auto sono costose, sappiate che ci sono degli optional da cifre da far girare la testa. Ce ne parla Giovanni De Pierro sul suo blog dedicato al mondo del lusso. In ogni macchina si possono aggiungere determinate cose, come il navigatore, comandi bluetooth fino a diverse migliorie estetiche.

Spendere soldi su un’automobile è molto facile, soprattutto se si prendono in considerazione le vetture costose o di classe alta. D’altronde una volta che si ha un gioiello per le mani non ci si accontenta, ed è per questo che diversi appassionati sono in grado di sborsare ingenti quantità di denaro per optional di lusso, come gli interni dell’Audi A8, che possono essere in pelle poltrona Frau per la modica cifra di 36 mila euro. Si potrebbe anche ritenere ragionevole il prezzo, d’altronde parliamo di un materiale molto costoso su una macchina altrettanto importante, ma questo è solo uno dei tanti optional di lusso che le varie case automobilistiche propongono ai propri clienti. 

La Maserati Gran Turismo, per esempio, offre la possibilità di una verniciatura speciale con una finitura opaca. Il prezzo? Più di 18 mila euro, probabilmente non una grossa spesa per chi si può permettere una vettura dell’azienda italiana di automobili di lusso sportive bolognese. Altri optional estetici costosi per automobili di lusso li propone la Rolls Royce, dove con circa 13 mila euro si può avere lo Starlight Roof, un pannello di fibre ottiche per la Rolls Royce Phantom Coupè, in modo da avere un piccolo cielo stellato nella propria vettura. 

Chi può acquistare macchine di lusso non si pone il problema degli optional, che siano costosi o meno. A confermarlo un appassionato di Ferrari inglese che ha speso più di 100 mila euro per personalizzare al meglio la sua Ferrari 458 Italia. Il proprietario infatti ha richiesto, tra le altre cose, una ricopertura speciale in fibra di carbonio per i sedili (5.500 euro) e per il diffusore (6.100 euro), senza contare la speciale vernice in Azzurro Monaco, dalla modica cifra di 14 mila euro (qui il dossier di Gabiria Cetorelli)

Gli optional di lusso per automobili costose aumentano notevolmente i fatturati delle varie case automobilistiche, soprattutto nei momenti di crisi, ed è per questo che nei momenti in cui si vendono meno vetture, gli accessori hanno spopolato soprattutto nel settore lusso. Il merito è anche delle aziende che hanno deciso di investire per esaudire ogni desiderio dei propri clienti, riuscendo a volte tramite solo qualche optional di guadagnare quasi quanto la vendita di un’altra vettura.

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