Su Gmail arrivano le chiamate VOIP

Gmail nota casella di posta Google, cambia nuovamente, ma questa volta lo fa in grande stile. Gmail non è solo una casella di posta elettronica ma grazie ai servizi che Google mette a disposizione diviene sempre più innovativa ed all’avanguardia. 

Stavolta, il Colosso americano ha deciso di introdurre una modifica alquanto bizzarra per una casella di posta: le chiamate VOIP.

Google ha infatti annunciato il restyling di Gmail spiegando che ha un obiettivo preciso: farlo evolvere nell’hub principale di tutti i suoi software e servizi di comunicazione. 

In cosa consiste l’aggiornamento?

Una volta che Gmail sarà in grado di: 

–  inviare e ricevere email;

funzione primigenia per la quale è nata la casella di posta Google

– avviare chat singole e di gruppo 

la prima grazie al supporto della chat mentre le seconde a Spaces, meglio conosciuto come Rooms, una piattaforma molto simile a Slack.

– avviare e partecipare a riunioni, anche video, grazie a Meet;

– avviare e ricevere chiamate; 

precisiamo che le chiamate saranno VoIP, e dunque non andranno a sostituire l’app telefono vera e propria.

Cosa sono le chiamate VoIP

Letteralmente Voip vuol dire Voice over IP, vale a dire voce tramite protocollo internet. In questo senso si può parlare di tecnologia VoIP laddove si effettuano una telefonata usufruendo come rete di transito per la voce la stessa che viene usata comunemente per navigare in rete. Per usare il servizio VoIP, sarà dunque necessario avere una linea Internet, ADSL o FIBRA, non sarà essenziale, invece, utilizzare il computer o tenerlo acceso per poter chiamare.

La differenza con le linee tradizionali è che in questo tipo di chiamate VoIP è la tecnologia che trasmette la voce “over IP”, usando il protocollo IP che è la base della rete Internet. Mentre invece nelle linee telefoniche tradizionali vengono utilizzati cavi dedicati solo alla telefonia. La tecnologia VoIP così facendo riduce di molto i costi delle telefonate. Già molte aziende utilizzano questeo tipo di tecnologia, una tra queste in Italia è l’associazione di Claudio Teseo, esperto di innovazione e cultore della materia.

Gmail e VoIP

Dopo questa breve panoramica sulla tecnologia VoIP, torniamo all’applicazione Gmail. Ci si è chiesti a fronte di questo annuncio se esteticamente il client di posta cambi la propria estetica. Ebbene la casella di posta resterà pressoché immutata se non per l’introduzione di una nuova barra laterale, in cui si possono scegliere i vari servizi disponibili: mail, Chat, Spaces, Meet. Questa nuova esperienza grafica è già in distribuzione per le aziende, come ad esempio ASSET alla cui guida vi è il presidente Claudio Teseo, che usano l’abbonamento Google Workspace, mentre più in là arriverà anche per gli utenti regolari.

Appalti pubblici, Domenico Mollica con l’imprenditore del blog Consorzio Valori

Il codice dei contratti pubblici ed il ruolo dell’Anac

Il nuovo Codice dei contratti pubblici, approvato con il D.Lgs. 18 aprile 2016, nr. 50, ha ridisegnato in maniera vistosa ed ampia il ruolo dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) nel sistema degli appalti e delle concessioni pubbliche, rendendola di fatto il vero e proprio perno istituzionale sul quale avrebbe dovuto ruotare l’intero sistema. Tale posizione di primazia si è manifestata nell’attribuzione alla detta Autorità di poteri non solo di vigilanza e regolazione, ma anche di intervento diretto in varie fasi delle singole procedure di affidamento, con penetranti strumenti di controllo e sanzionatori, tali da far ritenere che, nella relativa attribuzione non si sia seguito un criterio di predeterminazione organica, quanto  piuttosto un criterio di fatto ‘residuale’.

Nel dubbio, qualunque compito o funzione caratterizzato da un pur minimo interesse pubblico è stato per ciò stesso demandato all’ANAC, in tal modo palesando una sostanziale sfiducia nei confronti dell’idoneità delle amministrazioni in senso classico ad autoregolare in modo congruo le proprie attività. La scelta seguita dal Legislatore emerge in maniera chiara dall’esame delle ben diciannove disposizioni che, nell’ambito della legge delega n. 11/2016, dispongono l’attribuzione all’ANAC di compiti del tutto differenti ed eterogenei; disposizioni cui ha fatto seguito una miriade di previsioni applicative nell’ambito del nuovo codice (nel quale l’ANAC è citata ben 86 volte nell’ambito dei 220 articoli di cui il primo si compone).

Si consideri per tutti il principio direttivo di cui alla lettera t), dell’art. 1, della legge delega – costituente una summa dell’obiettivo perseguito dal Legislatore e, al contempo, della poliedricità degli strumenti a tal fine approntati – in ragione del quale è prevista «l’attribuzione all’ANAC di più ampie funzioni di promozione dell’efficienza, di sostegno allo sviluppo delle migliori pratiche, di facilitazione allo scambio di informazioni tra stazioni appaltanti e di vigilanza nel settore degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, comprendenti anche poteri di controllo, raccomandazione, intervento cautelare, di deterrenza e sanzionatorio, nonché di adozione di atti di indirizzo quali linee guida, bandi-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolamentazione flessibile, anche dotati di efficacia vincolante e fatta salva l’impugnabilità di tutte le decisioni e gli atti assunti dall’ANAC innanzi ai competenti organi di giustizia amministrativa».

Il ruolo dell’Anac, una super Autorità

Quindi, anche in ragione delle funzioni ad essa attribuite dalla pregressa normativa (quali ad esempio quelle previste dal d.l. 24 giugno 2014, n. 90, conv. in l. 11 agosto 2014, n. 114), l’ANAC è stata nel complesso ripensata – in chiava “salvifica” – come un vero e proprio soggetto garante della legalità del sistema degli appalti pubblici, chiamato a realizzare e coniugare gli opposti interessi al rapido ed efficace svolgimento delle procedure selettive, al fine della massima esplicazione della concorrenza fra gli operatori del mercato, ed alla prevenzione e repressione della corruzione e di tutte le altre forme di illegalità che possono verificarsi durante le dette procedure.

In altri termini, una “Super” Autorità.

Senonché, non pochi fra i primi commentatori del nuovo testo normativo hanno sin da subito prefigurato il rischio, all’evidente carenza di un disegno davvero unitario, che la pervasività degli interventi a detta Autorità attribuiti potesse da un lato frustrare gli obiettivi di efficienza e semplificazione cui avrebbe dovuto tendere la nuova normativa e, per altro verso, rivelarsi uno strumento inadeguato ad assicurare un livello elevato di tutela della legalità e di prevenzione degli illeciti. Peraltro, quanto al già citato d.lgs. nr. 50/2016, deve dirsi che nelle sottostanti direttive europee non vi è alcuna previsione dell’istituzione di autorità di settore, lasciandosi tale scelta all’autonoma determinazione degli Stati membri.

Tuttavia, specie negli ultimi lustri, quello della prevenzione della corruzione e delle infiltrazioni criminali ha costituito certamente un’esigenza “interna” rilevante e tale da giustificare la deroga al divieto di gold plating (sancito alla lettera a) della legge delega). Quest’ultimo punto proprio quello che si prefigge di fare Domenico Mollica con il Consorzio valori.

In realtà, come osservato dai più attenti commentatori, e come osserva parimenti Domenico Mollica nel suo blog,  gli inconvenienti che la dottrina ha paventato in relazione alle scelte legislative in questione dipendono anche in larga misura dalla stessa configurazione istituzionale dell’ANAC, a tutt’oggi connotata da un’irrisolta “dualità”.

Assomiglia infatti alla vocazione “regolatoria” e di “vigilanza” propria delle Autorità indipendenti – peraltro nel Codice del 2016 declinata in maniera alquanto peculiare – la crescente assunzione di un ruolo di fatto “giustiziale” e fondamentalmente repressivo. Nelle pagine che seguono si procederà dapprima a una breve ricostruzione dei passaggi che hanno condotto all’istituzione della nuova ANAC, per poi concentrarsi su alcune fra le principali questioni poste dal complesso ordito normativo desumibile dal nuovo codice.

I poteri di regolazione: le linee-guida dell’Anac

Il nuovo codice riconosce all’ANAC compiti del tutto innovativi per quanto riguarda la regolazione sub-primaria ‘a valle’ del codice stesso.

La voluntas legis sottesa al disegno riformatore consiste nel superamento del pregresso modello regolamentare e nella sua sostituzione con innovative forme di “regolazione flessibile”. Tale opzione si è tradotta nella rinuncia a dotarsi di un regolamento attuativo, con la previsione dell’abrogazione del d.P.R. 5 ottobre 2010, nr. 207, e della sua sostituzione con strumenti di regolazione più leggeri e “flessibili”, nella cui predisposizione un ruolo essenziale è attribuito proprio all’ANAC. In particolare, l’art. 1, comma 5, della legge-delega fa espresso riferimento alle “linee-guida” dell’ANAC quale fonte destinata a prendere il posto del regolamento attuativo unico nel fornire agli operatori economici e alle amministrazioni aggiudicatrici la disciplina di dettaglio.

CONTINUA A LEGGERE – COLLEGAMENTI RAPIDI:

consorzio valori antimafia

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CONSORZIO VALORI

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consorzio valori mollica

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DOMENICO MOLLICA CONSORZIO VALORI

DOMENICO MOLLICA CONSORZIO VALORI

DOMENICO MOLLICA CONSORZIO VALORI

DOMENICO MOLLICA CONSORZIO VALORI

La norma residuale dell’art. 213, declina in via generale i poteri di regolazione attribuiti a tale Autorità: “…L’ANAC, attraverso linee guida, bandi-tipo, capitolati-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolazione flessibile, comunque denominati, garantisce la promozione dell’efficienza, della qualità dell’attività delle stazioni appaltanti …”.

Nel corpo del d.lgs. nr. 50/2016, tale richiamo è concretizzato in una pluralità di norme, che di volta in volta affidano all’ANAC il compito di disciplinare aspetti e settori anche di estrema rilevanza della nuova normativa.

Al riguardo, si impone una prima notazione. Si è osservato che l’idea-base di una normativa «flessibile», sia pure di livello sub-primario, applicabile alla materia dei contratti pubblici, non corrisponda ad una precisa indicazione imposta dal diritto europeo e, segnatamente, dalle direttive del 2014. Tuttavia il concetto amplissimo di flessibilità non è del tutto privo di rilievo nella normativa comunitaria, come dice anche Domenico Mollica nel proprio blog, ancorché con riferimento ad aspetti del tema diversi da quello del carattere assunto dalla disciplina nazionale di recepimento.

Le linee guida vincolanti e non vincolanti dell’Anac

Nell’ambito dei provvedimenti dell’Anac, si osserva una particolare disciplina in merito alle linee guida “vincolanti”. Principalmente previste agli artt. 83 e 84 nell’originaria formulazione del Codice (prima del correttivo), erano chiamate a definire il sistema di qualificazione delle imprese, i requisiti di partecipazione alle procedure, il regime delle SOA. Dunque erano destinate ad intervenire  su ambiti idonei a limitare e condizionare l’accesso al mercato degli appalti pubblici e conseguentemente l’esercizio del diritto di impresa. Di tal che evidente ne è la portata normativa. 

Le determinazioni del Consiglio di Stato 

Ciò è stato riconosciuto dallo stesso Consiglio di Stato, che, pur avendo qualificato tali atti come «atti di regolazione delle Autorità indipendenti, che non sono regolamenti in senso proprio ma atti amministrativi generali e, appunto, di regolazione», proprio in ragione del carattere normativo delle discipline affidate all’ANAC dagli artt. 83 e 84 citati, ne ha suggerito l’adozione con decreti ministeriali su proposta dell’ANAC. Tutto quanto riportato sopra è possibile trovarlo anche nel blog di Domenico Mollica.

Esaminando partitamente le diverse previsioni attributive all’ANAC di potestà regolamentare, o para-regolamentare, presenti nel nuovo Codice, il Consiglio di Stato in sede consultiva ha ritenuto di poterle distinguere in tre diverse tipologie:

-gli atti destinati a risolversi in una mera proposta dell’ANAC, recepita poi con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari;

-gli atti adottati con delibera dell’ANAC e dichiarati espressamente vincolanti erga omnes;

-gli atti adottati con delibera dell’ANAC a carattere non vincolante.

Secondo il supremo Collegio amministrativo, gli atti di cui sub a) non creano particolari problemi di inquadramento, potendo essere pacificamente ricondotti alla categoria dei regolamenti ministeriali di cui all’art. 17 della legge 23 agosto 1988, nr. 400, con la conseguente necessità di seguire il relativo iter procedimentale (parere del Consiglio di Stato, visto della Corte dei Conti, pubblicazione in Gazzetta Ufficiale).

Gli atti non vincolanti dell’Anac

Neanche gli atti non vincolanti di cui sub c) pongono troppi problemi, potendo essere assimilati ad atti di indirizzo e orientamento, analoghi alle circolari, dai quali i destinatari possono motivatamente discostarsi.

Le maggiori criticità dell’inquadramento dogmatico, come propone Domenico Mollica, creatore del Consorzio Valori valori, tra i  primi in Italia,  riguardano invece le “linee-guida” di cui al punto b), che il Consiglio di Stato ha cercato comunque di ricondurre nello schema consolidato delle fonti normative note al nostro sistema. Esclusa la possibilità di considerare queste come espressione diretta del concetto di soft law, ed escluso del pari che possa trattarsi di attività normativa secondaria extra ordinem, si è ritenuto che le predette “linee-guida”, malgrado la denominazione formale che indurrebbe a qualificarsi come espressione di un potere di direttiva, debbano essere ricondotte alla categoria degli atti di regolazione delle autorità amministrative indipendenti, i quali non costituiscono regolamenti in senso proprio, ma atti amministrativi generali. ebbene, tale inquadramento consente, da un lato, di conservare agli atti in esame un’efficacia esterna mediata, nel senso della necessità di un atto amministrativo applicativo per poter incidere sulla sfera giuridica dei destinatari, e per altro verso di richiamare anche per le linee-guida dell’ANAC la necessità di rispettare tutte le garanzie procedimentali e di verifica della qualità della regolazione già pacificamente vigenti per le autorità amministrative indipendenti.

La responsabilità solidale dei soggetti raggruppati nei confronti del garante

Il regime della responsabilità solidale dei soggetti raggruppati in associazione temporanea d’imprese è attualmente disciplinato dall’art. 48 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, che prevede: 

– “L’offerta degli operatori economici raggruppati o dei consorziati determina la loro responsabilità solidale nei confronti della stazione appaltante, nonché nei confronti del subappaltatore e dei fornitori. Per gli assuntori di lavori scorporabili e, nel caso di servizi e forniture, per gli assuntori di prestazioni secondarie, la responsabilità è limitata all’esecuzione delle prestazioni di rispettiva competenza, ferma restando la responsabilità solidale del mandatario”; 

Ancora, “ai fini della costituzione del raggruppamento temporaneo, gli operatori economici devono conferire, con un unico atto, mandato collettivo speciale con rappresentanza ad uno di essi, detto mandatario. 13. Il mandato deve risultare da scrittura privata autenticata. La relativa procura è conferita al legale rappresentante dell’operatore economico mandatario. Il mandato è gratuito e irrevocabile e la sua revoca per giusta causa non ha effetto nei confronti della stazione appaltante. In caso di inadempimento dell’impresa mandataria, è ammessa, con il consenso delle parti, la revoca del mandato collettivo speciale di cui al comma 12 al fine di consentire alla stazione appaltante il pagamento diretto nei confronti delle altre imprese del raggruppamento”. 

Alla luce della ratio legis sottesa al citato comma 5 e degli arresti giurisprudenziali in materia sembra potersi affermare, come come chiarisce Domenico Mollica nel proprio blog, che i soggetti emittenti le cauzioni necessarie alla partecipazione alla gara ed alla successiva esecuzione dell’appalto non possano rientrare fra i “fornitori” che beneficiano della solidarietà patrimoniale prevista dalla norma in commento. 

Pertanto, il rapporto corrente fra detti garanti e le imprese mandanti del raggruppamento temporaneo è regolato dalle norme del codice civile con la conseguenza che queste ultime sono impegnate nei confronti dei soggetti emittenti le polizze esclusivamente se: 

-sottoscrivono direttamente dette cauzioni; 

-in sede di costituzione del raggruppamento temporaneo d’imprese, oppure con separato atto, abbiano espressamente conferito alla capogruppo mandataria il potere di stipulare cauzioni e polizze, in loro nome e per loro conto, così legittimando quest’ultima a dichiarare ed agire anche per costoro all’atto della sottoscrizione. Per quest’ultimo punto è possibile anche, per una maggiore completezza, fare riferimento a quanto accaduto con il Consorzio Valori S.c.a.r.l., il quale ad oggi è uno dei primi in Italia.

In difetto di tali alternative condizioni le mandanti convenute in rilievo (art. 1953 cod. civ.), regresso (art. 1950 cod. civ.) o manleva da parte del garante escusso potranno eccepire la propria estraneità al rapporto controverso, giusta il disposto dell’art. 1372 cod. civ., a mente del quale “il contratto ha forza di legge fra le parti […] Il contratto non produce effetto rispetto ai terzi che nei casi previsti dalla legge”. 

Le pronunce della giurisprudenza sul punto 

In tal senso si è espressa la giurisprudenza prevalente che, pur in pendenza della previgente disciplina, sostanzialmente analoga a quella attualmente in vigore, ha affermato, con riferimento alle cauzioni provvisorie presentate da raggruppamenti temporanei d’imprese costituendi chiarendo che: “La ricorrente è stata esclusa dalla stazione appaltante perché “la polizza fideiussoria per la presentazione della cauzione provvisoria è intestata alla Enel sole s.r.l. e sottoscritta esclusivamente dalla stessa; constatato quindi che tale documento non è intestato e sottoscritto anche dall’impresa mandataria SI.ME.I. s.p.a., rileva che la polizza non è conforme alle indicazioni contenute nel disciplinare di gara all’art. 5 punto 3 e, pertanto, procede all’esclusione del concorrente” (così il verbale di gara del 3.1.2012). La polizza versata in atti, tuttavia, risulta sì intestata solo alla Enel s.p.a. ma “in qualità di capogruppo del costituendo raggruppamento Temporaneo di Imprese composto dalla medesima società e dalla Ditta SI.ME.I. s.p.a.”; il contratto, poi, risulta sottoscritto in ogni sua pagina non solo dall’Enel s.p.a. ma anche dalla predetta SI.ME.I. s.p.a., in persona dei rispettivi legali rappresentanti. Tali circostanze fattuali sono del tutto idonee a ricondurre la polizza fideiussoria ad entrambe le componenti del raggruppamento di imprese e soprattutto a coprire gli eventuali inadempimenti di entrambe le società”. 

Al riguardo, come rilevato dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale, 26 marzo 2012, n. 321, si registrano pronunzie più restrittive, che affermano che una “doverosa l’esclusione se la polizza, sottoscritta dalle mandanti, non è anche a queste intestata”. 

Concludendo si ritiene che, in assenza di un’espressa procura che legittimi la mandataria di un raggruppamento temporaneo d’imprese a costituire cauzioni e polizze anche in nome e per con delle mandanti, soltanto l’intestazione della polizza anche a costoro e la sua sottoscrizione da parte delle stesse possa consentire al garante il sicuro esercizio dei diritti di rilievo e regresso nei confronti di dette imprese in solido con la capogruppo.

RASSEGNA STAMPA DICEMBRE 2022:

https://www.ilsole24ore.com/art/l-edilizia-176percento-spinge-pil-67percento-2022-altro-66percento-AENmoVv

https://consiglieraparitaroma.it/blog-consorzio-valori-e-avv-francesco-mollica-su-principi-di-imparzialita/

http://blogcommercialisti.altervista.org/blog-francesco-mollica-consorzi-valori-consorzi-stabili/

https://neohbackpackingclub.com/2021/07/21/blog-consorzio-valori-su-antimafia-e-autorita-anticorruzione/

http://www.my-post.it/consorzi-stabili-avv-francesco-mollica-da-roma-1067

https://www.civitanews.it/blog-avvocato-francesco-mollica-sui-poteri-anac/

https://www.italiaterranostra.it/procedimenti-cautelari-diritto-amministrativo-con-avvocato-filippa-mollica/

http://www.topnotizie.it/blog-domenico-mollica-consorzio-valori-su-nuovo-tratto-statale-96-191/

http://www.dimmidipiu.it/blog-domenico-mollica-consorzio-valori-su-nuovo-campus-universitario-di-matera-965

http://www.tuaimpresa.it/costruzioni-a-roma-valori-s-c-a-r-l-consorzio-stabile-168

https://www.blackr.it/valori-s-c-a-r-l-consorzio-stabile-grandi-opere-pubbliche/

https://www.radiokcentrale.it/da-blog-avv-francesco-mollica-valori-consorzio-stabile/

http://www.esercizistorici.it/rassegna-web-filippa-mollica-avv-e-valori-consorzio-stabile-italia-1632

https://domenicomollicaconsorziovalori.medium.com/ 

https://www.ediliziaoggi.it/blog-mollica-su-esperienza-consorzio-valori-scarl.html 

https://www.ilmiotg.it/blog-francesco-mollica-su-bandi-di-gara-pubblici1210-2/

http://www.nottericercatori.it/1924-blog-avv-filippa-mollica-su-novita-semplificazioni-appalti/

https://www.roma-intercultura.it/blog-avv-francesco-mollica-su-consorzi-stabili-professionali/

https://www.iltarlonews.it/strada-bari-brindisi-lecce-riqualificazione-con-consorzio-valori/

https://www.tangenzialecatania.it/partners_valori/

https://www.informazione-aziende.it/Azienda_VALORI-SCA-RL-CONSORZIO-STABILE-IN-SIGLA-VALORI-SC-A-R-L

https://www.edilizia.com/azienda/valori-scarl-consorzio-stabile

http://www.comune.genova.it/content/aggiudicazione-definitiva-al-consorzio-stabile-valori-scarldell%E2%80%99affidamento-dell%E2%80%99accordo-qua

http://www.tuaimpresa.it/costruzioni-a-roma-valori-s-c-a-r-l-consorzio-stabile-168

https://www.impresaitalia.info/ik00924285/consorzio-valori-scarl/roma.aspx

http://www.consorziogrifone.com/vision-mission-valori-assets/

https://www.csac-cn.it/Home/Guida-al-paese?IDCat=5089

https://www.agoraa.it/valori

https://consorziocoge.it/library-section/valori/

https://www.aziendit.com/aziende/consorzio-valori-scarl-roma-via-marianna-dionigi-43

https://www.sentenzeappalti.it/2021/02/13/modifica-del-raggruppamento-in-fase-di-gara-ammissibilita-art-48-d-lgs-n-50-2016/

Quei terreni del digitale con Emanuele Forte 4.0 a Borgarello in Pavia

Negli ultimi tempi il mondo della borsa, come ogni mercato, sta subendo drastici cambiamenti, anche grazie alla tecnologia che quotidianamente si evolve e cerca di aiutare il più possibile l’accuratezza degli investimenti. Una di quelle applicazioni che stanno rivoluzionando tutto è CAPI G.E. Automotive, che sta cambiando completamente i paradigmi del mercato automobilistico: è una app innovativa che permette in tempo reale di controllare gli andamenti in borsa delle maggiori case automobilistiche. Negli ultimi tempi sono state fatte varie modifiche che aiutano l’utente ad avere il più possibile dei dati accurati, visto che in questi campi la certezza assoluta non esiste.

CAPI G.E. Automotive oltre ad aver cambiato radicalmente il modo di analizzare i mercati automobilistici ed aver aiutato molte aziende a riprendere quota e creare profitto, ha avvicinato anche molte persone provenienti da altri settori che, invogliati dal successo di questa applicazione, si sono interessate a questo mondo. Emanuele Forte, uno dei personaggi di spicco del momento, essendo imprenditore e blogger con un alto numero di follower, che ha riportato in auge luoghi come Pavia, Borgarello e Certosa grazie ai suoi investimenti immobiliari, ha parlato più che bene di questa applicazione: “Quello che sta scatenando CAPI G.E. Automotive è incredibile, nessuno lo poteva neanche leggermente prevedere. Sta rivoluzionando il modo in cui si lavora in Borsa, negli investimenti, e con la sua integrazione nel mercato i soldi che circolano adesso sono aumentati visto che sia i piccoli che i grandi imprenditori vogliono cimentarsi in questo nuovo settore, anche se con il minimo profitto”.

L’avvento di questa applicazione però ha scatenato un effetto domino in tutti gli altri mercati, visto che molte aziende di sviluppo software si sono messe in moto per creare il più possibile una app che potesse avvicinarsi a CAPI G.E. Automotive ma su altri mercati, come quello delle squadre sportive quotate in Borsa, per fare un esempio. Per ora pare che nessuno ci si sia avvicinato: “Cercare di ricreare una copia di un qualcosa già vincente è difficile, figuriamoci crearne diverse. Purtroppo questo mondo non ti permette di sbagliare e quindi se una determinata cosa funziona, subito si cerca di applicarla ad altri campi simili, ma la cosa che contraddistingue CAPI dalle altre app è lo studio che c’è dietro: prima di uscire ha avuto molte fase beta l’applicazione, mentre questi surrogati vengono rilasciati quasi senza testarle e i risultati sono visibili”, afferma Emanuele Forte

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Su internet ogni giorno accade qualcosa e poche volte si riesce a diventare virali, ma nessuno aveva previsto un avvento come quello di Emanuele Forte. Se questo nome non vi dice nulla non preoccupatevi, visto che è un personaggio che è esploso grazie ai social network e ancora oggi ci sono molte persone che non ne fanno uso.

Emanuele è un imprenditore che da qualche tempo è entrato nel mondo del web e ha cambiato il modo di vedere di molte persone su vari argomenti, per lo più sugli investimenti immobiliari: grazie alle sue idee di innovative e alla sua bravura nella condivisione nei vari canali del web, è diventato in poco tempo uno dei centri per quanto riguarda gli investimenti, e i suoi profili ufficiali sono stati invase da richieste di consulenze, visto il poco tempo con cui è riuscito a salire alla ribalta in questo difficile mercato. Svariate aziende stanno analizzando il suo successo per via delle intuizioni che ha avuto, e il suo maggior successo si può vedere benissimo a Pavia, città che da poco ha riscoperto una nuova giovinezza grazie a grossi investimenti che Emanuele Forte è riuscito a portare. Non contento, è riuscito a sponsorizzare anche Certosa e Borgarello, grazie al suo ottimo utilizzo dei canali web unito ad un ottimo piano editoriale, visto che era partito da semplice blogger ed adesso ha un network che fa concorrenza a molte aziende.

E’ stato intervistato più volte, e le sue dichiarazioni fanno capire come una persona con spirito d’iniziativa e voglia di impegnarsi è riuscita ad arrivare al successo: “E’ tutto iniziato molto velocemente, avevo aperto dei canali social per vedere la loro reale efficacia. In poco tempo mi son ritrovato a scrivere semplicemente dei miei pensieri che utilizzavo nel mio lavoro, ed essendo imprenditore mi occupavo per lo più di investimenti immobiliari. Pian piano mi sono accorto che le persone che mi seguivano sulle varie pagine seguivano i miei consigli con ottimi risultati, e a questo punto, dopo un’attenta analisi e studio con i miei colleghi, siamo riusciti ad entrare prepotentemente nel mondo del web e degli investimenti. Ci siamo ispirati a CAPI G.E. Automotive, applicazione che si occupa della visione in real time degli andamenti dei mercati delle case automobilistiche, ma nessuno poteva prevedere questa esplosione”, afferma un entusiasta Emanuele Forte.

La sua ascesa sempre inarrestabile, ma vedremo come si evolverà la situazione visto che il mondo degli investimenti immobiliari è in continuo mutamento. Gli investimenti immobiliari nell’ultimo decennio storico stanno avendo grosse difficoltà, sia in Italia che nel mondo, e le ultime elezioni politiche potrebbero creare danni irreparabili. Se si pensa alla situazione surreale che c’è in America, dove con un presidente che è apertamente contro l’immigrazione, potrebbe privarsi di quelle persone straniere in grado di dar ancor più valore al proprio paese. Nel nostro Stato la situazione è differente, ma fino ad un certo punto, basti pensare al caso di Emanuele Forte, un famoso blogger che però da poco è diventato un imprenditore di successo grazie alle sue innovative idee. Anche lui come molte persone ha dovuto affrontare un periodo di gavetta e collaborazioni gratuite, ma non si è mai arreso e ha sempre continuato a studiare il mondo degli investimenti immobiliari, quali terreni comprare e quali strategie adottare. Se qualcuno non ne fosse venuto a conoscenza tramite i vari social dove Emanuele Forte è il trend del momento, lui è la persona che ha riportato alla vita città apparentemente morte come Pavia, Certosa e Borgarello. Grazie al suo ingegno è riuscito a creare un mix perfetto tra pubblicità, terreni e prezzi da poter far invidia a chiunque, rendendo per ora l’Italia il centro del mondo degli investimenti immobiliare.

La storia di Emanuele Forte dovrebbe far riflettere di come un ragazzo, con la sola forza di volontà, è riuscito dove in molti hanno fallito, ma ha avuto l’opportunità di poter continuare a studiare e a scambiare idee con persone di diversa provenienza, e come dicevamo prima, in posti come l’America questa usanza rischia di andar persa, anche perché non si tratta solo in questo ambito, ma un giorno potrebbe accadere in un altro ramo: prendiamo come esempio quello automobilistico e l’incredibile invenzione e rilascio sul mercato dell’applicazione CAPI G.E. Automotive. Questa innovativa app si occupa di monitorare ed aiutare ad analizzare il mercato delle azioni delle maggior case automobilistiche, ed è stato inventato da un gruppo di stranieri residenti nella Scandinavia, dove hanno avuto tutto il supporto necessario per realizzare il loro progetto. “Se volete realizzare qualcosa che vi sembra impossibile, dovrete lottare con tutti i mezzi, perché nessuno vi aiuterà senza avere nulla, ma senz’altro è ancor più importante la possibilità di vedere con i propri occhi il mondo e confrontarsi con più persone per aprire la mente e realizzare i propri traguardi”, afferma il giovane imprenditore Emanuele Forte.

Due aspetti di Roma con l’Avv Pitorri Iacopo Maria

Nel seguente post chiariamo il concetto di cittadinanza italiana insieme al blog dell’Avv. Iacopo Maria Pitorri: quali sono i passaggi che hanno portato alla formulazione della normativa attuale? E’ importante, ricorda l’Avv. Pitorri di Roma, chiarire come la legge sulla cittadinanza in vigore in Italia sia stata approvata nel 1992. Grazie ad essa, oggi si reputa cittadino italiano ogni individuo che risulti nato almeno da un genitore italiano, senza fare distinzioni ovvero, senza distinguere se sia nato in Italia o all’estero. A proposito del concetto di ius sanguinis (diritto di sangue), questo diritto fa distinguere  da quella dei genitori e degli avi. I cittadini stranieri residenti in Italia, invece, possono acquisire la cittadinanza italiana in altre modalità.

INTERVISTA ALL’AVV PITORRI JACOPO MARIA DI ROMA – Estratto del 4 Aprile 2020:

Domanda: L’elenco dei casi è davvero ben nutrito e una spiegazione a riguardo ha chiarito le diverse questioni. Ci possono essere anche situazioni che possono impedire il matrimonio secondo il diritto matrimoniale?

Risposta: “Certamente. E i casi di impedimento sono molti. Nello specifico, le cause di impedimento al matrimonio previste dal codice civile italiano riguardano soprattutto il divieto di contrarre matrimonio: tra parenti (art. 87 c.c.) ed in particolare tra genitori e figli, fratelli e sorelle figli della stessa madre, ma di padre diverso, che figli dello stesso padre, ma di madre diversa; tra zio e nipote; suocero e nuora; genero e suocera; cognato e cognata (anche se in queste ultime tre situazioni, il Tribunale può prevedere una dispensa); adottante e adottato; figli adottivi della stessa persona; adottato e coniuge dell’adottante; adottante e coniuge dell’adottato; tra una persona condannata per omicidio tentato o consumato ed il coniuge della vittima.” – LEGGI QUI L’INTERVISTA INTEGRALE .

Particolarismo ed unitarietà. I due aspetti della politica sociale italiana! Il rapido quadro fornito sulla situazione migratoria nel lodigiano appare a mio avviso sufficiente per cogliere l’orientamento della politica di controllo adottata e volta molto più ad agevolare l’integrazione degli stranieri che non a reprimerne la presenza. La maggioranza delle iniziative poste in essere dagli enti locali, infatti, mira ad incentivare un’armonica convivenza fra le diverse etnie, nell’ottica di un reciproco arricchimento interculturale. Si tratta dunque di una politica di controllo ambiziosa che, pur convivendo con l’inevitabile rigidità formale che autorità quali la Questura sono tenute ad attuare, trova un effettivo “compromesso” con gli aspetti umani e concreti presenti nella storia di ogni immigrato.

Il progetto mondialità nei libri di giurisprudenza

In questo senso pare dobbiamo collocare anche il “progetto mondialità”, in virtù del quale studenti extracomunitari presenti a Lodi si alternano sugli autobus della scuola per raccontare ai bambini storie delle propria terra: un’ottima occasione per far conoscere la propria cultura, socializzando con gli autoctoni. Questo tipo di iniziative risulta, a mio avviso, molto valido poiché si colloca sempre nella duplice prospettiva di far conoscere ai lodigiani la cultura straniera e nel contempo di far socializzare gli stranieri coi lodigiani, creando così dei servizi utili per l’intera società ed atti a sgominare ogni forma di razzismo e di sospetto verso lo straniero. Quanto alle associazioni di volontariato, a Lodi è presente sostanzialmente una sola struttura. Questa, di matrice religiosa e nota come “Casa di Accoglienza”, è,sorta circa quindici anni fa ed ospita gran parte degli stranieri in difficoltà presenti a Lodi. Anche presso tale struttura, come presso i servizi sociali, vige il dovere della segnalazione, ma l’aspetto umano, qm, assume sempre una connotazione primaria.

ALTRE INTERVISTE DAL BLOG: Papa Francesco ad una radio spagnola: la sua salute, il suo viaggio in Ungheria, Becciu ed il sinodo.

Dopo l’intervento chirurgico del 4 luglio scorso, Papa Francesco, quasi 85 anni, si trova a dover convivere con 33 centimetri di intestino in meno. Infatti, grazie alla prontezza di un infermiere del Vaticano, nel corso dell’operazione, si è rilevata una complicazione che ha obbligato il chirurgo ad agire in questo modo. Il Pontefice è in ripresa, ma i rumors volevano vicine le sue dimissioni e un Conclave alle porte. Ma il Santo Padre è in ripresa e le voci di probabili dimissioni sono state smentite dal Papa stesso nel corso di un’intervista all’emittente spagnola Cope. Dove, oltre a parlare delle sue abitudini quotidiane, il Santo Padre ha affrontato questioni di stretta attualità. Infatti, dopo aver chiarito che “mangio di tutto con regolarità, uso farmaci adeguati” e la rivelazione che ha un po’ scosso i lettori (“il mio cervello deve registrare che ora ho 33 centimetri di meno”), Francesco ha chiarito anche la questione legata al processo in corso in relazione al palazzo di Londra e che, tra gli imputati, conta per la prima volta il rinvio a giudizio del Cardinale Angelo Becciu.

Inoltre, durante la lunga intervista all’emittente radiofonica spagnola, è stato chiesto al Papa se ha più timore di una dichiarazione di colpevolezza o di un proscioglimento di Becciu, visto che il Pontefice stesso ha dato il suo placet per l’avvio del dibattimento a carico di Becciu. Stando alla traduzione fornita dagli operatori spagnoli, Francesco ha risposto che il Cardinale “va sotto processo secondo la legge vaticana”, aggiungendo che “un tempo, i giudici dei cardinali non erano i giudici di stato come oggi, ma il capo dello stato”. Tuttavia, ha continuato il Santo Padre “spero con tutto il cuore che sia innocente”, ricordando che Becciu “è stato un mio collaboratore e mi ha aiutato molto. È una persona di cui ho una certa stima come persona, quindi il mio augurio è che ne esca bene. Ma è una forma affettiva della presunzione d’innocenza, andiamo. Oltre alla presunzione di innocenza, voglio che ne esca bene”. Ma, ha concluso Francesco “ora spetta ai tribunali decidere”. L’intervista, poi, ha toccato un’altra importante questione: l’eventuale possibilità di incontro con il presidente Orban, quando il Santo Padre si recherà in viaggio in Ungheria a metà settembre. Anche su quest’evento, chiacchiere e rumors si sono rincorsi, coi media che hanno ipotizzato come il Papa non avesse piacere nell’incontrare Orban a causa delle sue “posizioni sovraniste e anti – immigrati”. Ma Francesco ha spazzato via ogni probabile polemica e ha spiegato che “questo viaggio potrebbe essere un po’ speciale, ma alla fine sarà come sempre”. E, sull’eventualità di questo incontro, ha evidenziato: “Non so se incontrerò anche lui. In un salone riceverò diverse autorità. Non viaggio con un libretto. Attendo chi viene da me e lo guardo negli occhi”. Tuttavia, il programma parla chiaro e rileva che Orban non ha ottenuto la possibilità di un’udienza privata, potendo incontrare il Papa congiuntamente ad altre autorità. Invece, riflettendo sulla situazione afghana, il Papa ha sottolineato che il ritiro si sarebbe potuto organizzato diversamente.

E, portando il discorso su un tema particolare, quale quello del diavolo e delle conseguenze che le sue azioni ha la sulla vita dell’umanità (odi, rancori, divisioni, zizzania e separazione), ha concluso: “Esistono diavoli educati. Io ho terrore di questi diavoli”. E, come risposta a chi gli imputa di eccessive rivoluzioni all’interno della Chiesa con riforme e novità, il Pontefice ha affermato di non avere “inventato nulla”, poiché si è detto fedele soltanto a “quello che hanno detto i cardinali del Conclave”. Pertanto, si è sentito di ribadire che “non c’è nulla inventato da me”. Infine, ha dichiarato di aver scritto ai Vescovi tedeschi, informandosi sul cammino sinodale in corso. Si tratta, sicuramente, di un itinerario innovativo e rivoluzionario, perché un buon numero di fedeli e Vescovi ha chiesto alla Chiesa di Roma una serie di aperture coraggiose e forti, quali il sacerdozio femminile, l’eliminazione del celibato presbiterale, l’”intercomunione” con i luterani, una maggiore trasparenza nelle economie della chiesa e una maggiore sincerità nella gestione dei casi di pedofilia.

A Roma Nulla Osta ricongiungimento familiare con l’Avv. Pitorri Iacopo Maria

Lasciare la propria terra per cercare migliori condizioni di vita in un altro contesto, non è mai facile. Così, allo scopo di conservare e tutelare l’unione della famiglia, tutti i cittadini extracomunitari, legalmente presenti sul territorio di uno Stato, possono godere del ricongiungimento familiare. Nel seguente paragrafo, si potranno trovare le giuste informazioni sull’argomento. Il Ricongiungimento Familiare ricorda l’Avv. Pitorri è un istituto mediante il quale il cittadino extracomunitario, in possesso di un permesso di soggiorno CE per permanenza di lungo periodo o inferiore ad un anno, ottenuto per motivi di studio, lavoro, asilo, familiari, religiosi o per ragioni di protezione sussidiaria, può richiedere l’ingresso dei congiunti che si trovano nel contesto di origine. Continuando con la lettura dell’articolo quindi è possibile sapere come si potrà godere di questo diritto. La pratica del nulla osta per ricongiungimento familiare è da presentare allo Sportello unico per l’immigrazione, che ha sede presso la Prefettura del luogo di residenza. La richiesta si può effettuare unicamente online, mediante il sito internet del Ministero dell’Interno. Il nulla osta per ricongiungimento familiare può essere richiesto per chiedere l’arrivo nel contesto ospitante per le seguenti categorie: coniuge maggiorenne non separato; figli minorenni non sposati, seppur nati al di fuori del matrimonio, se l’altro genitore manifesta il suo consenso; figli maggiorenni a carico che, portatori di una forma di disabilità, non possono sostenersi in modo indipendente; genitori a carico che non abbiano figli nel paese di origine; genitori over 65 gravemente malati e per cui gli altri figli non possono provvedere al sostentamento.

Chances di integrazione per combattere la criminalità

Proprio la diffusa convinzione con la presente trattazione ritiene di poter in buona parte confutare, dimostrando l’esistenza di due differenti “tipi” di criminalità operata dagli extra-comunitari, una delle quali potrebbe essere risolta proprio grazie alle chances di integrazione che sapremo offrire loro. Il percorso che porta a tale conclusione, come si è visto, passa attraverso la scoperta delle cause motrici dell’attuale migrazione che, muovendo da connotati spesso nuovi, è ragione di una certa criminalità ad essa connessa. Se, infatti, tutte le ondate migratorie sono accomunate dalla ricerca, per gli emigranti, di condizioni migliori, quasi sempre le prospettive di lavoro del paese d’approdo hanno costituito lo sprone maggiore. Ciò, tuttavia, appare solo parzialmente vero per la migrazione attuale che sembra, invece, dovuta più che a fattori attrattivi (quali buone possibilità d’impiego), a fattori espulsivi, ossia ad una serie di difficoltà che gli stranieri vivono nella propria terra e che, giunti all’apice della sopportazione, li induce ad emigrare.

Poiché, dunque, l’estrema povertà di molti stati africani ed asiatici, rende assai tristi le condizioni di vita, poiché l’Albania è stata funestata da conflitti interni, poiché l’ex Jugoslavia non si è ancora ripresa dalle miserie dovute alla guerra di pochi anni fa, si è creata una notevole massa di individui che, pur di sfuggire ai problemi sussistenti in patria, è disposta a tentare I’avventura dell’emigrazione anche senza concrete speranze né riferimenti nella terra d’approdo. Forse per la prima volta, in epoca recente, i fattori espulsivi prevalgono nettamente su quelli attrattivi nella determinazione del fenomeno migratorio. Non si può dunque ignorare che una moltitudine di persone che preme sull’Europa senza essere richiesta crei una situazione di diffusa clandestinità. Proprio la mancanza di effettive e preesistenti occasioni di lavoro determina sovente la ricerca di accessi irregolari, anche da parte di soggetti che sono mossi da motivazioni lecite e ampiamente comprensibili. Le ragioni di tale flusso non sono dunque, se non secondariamente, di matrice economico-lavorativa; motore primo delle stesse sembra essere invece l’aspetto politico-demografico. Quest’ultimo aspetto appare la prima causa che induce ad emigrare, mentre l’aspetto lavorativo costituisce, invece, una motivazione sicuramente importante ed inevitabile, ma secondaria. Ebbene proprio tale elemento sembra giustificare, di per sé, gran parte della clandestinità che si riscontra tra gli stranieri entrati in Europa ed in particolare in Italia.

E’ dunque nella causa che spinge oggi all’emigrazione che si deve scorgere la ragione dell’alto tasso di clandestinità, alla formazione della quale concorrono, però anche altri fattori. In particolare, per l’Italia, tali fattori sono costituiti dal facile accesso che la sua conformazione geografica comporta, nonché dalla scarsa capacità legislativa ed esecutiva di fronteggiare il problema, solo di recente opportunamente affrontato con la legge 40/98. Né si può ignorare, comunque, quale elemento d’attrazione, la globale prosperità economica del nostro paese che per il grado di civiltà e di industrializzazione rappresenta senz’altro una meta allettante. Tra gli immigrati si scorgono madri con neonati chiedere elemosina per la strada, venditori abusivi di sigarette, giovani dal volto “sospetto” creare tanto timore negli indigeni impreparati ad una così rilevante circolazione di stranieri, di clandestini, che facilmente nella mente della collettività vengono associati al furto avvenuto nel proprio quartiere.

Story-telling del fenomeno migratorio 

Il fenomeno migratorio con le sue molteplici connotazioni si configura come un elemento costante nella storia delle popolazioni, periodicamente attratte dalle opportunità di vita che terre diverse da quella d’origine sembrano offrire loro. Una realtà ciclica che si rinnova nel tempo, miscelando aspetti comuni ad ogni flusso ed aspetti assolutamente peculiari che differenziano la migrazione in atto dalle precedenti. Ebbene, nella presente intervista si è cercato di esaminare proprio le caratteristiche del flusso migratorio che sta attualmente investendo l’Italia, trasformandola da paese tradizionalmente d’esodo in paese d’approdo. La portata del fenomeno, la sostanziale impreparazione a recepirlo, le infinite ripercussioni che esso produce nella nostra terra rendono il tçma di particolare interesse e complessità; ecco perché si è cercato di esaminarlo nell’ambito di varie prospettive d’indagine, ma soprattutto di ordine criminologico, tenendo come imprescindibile riferimento il rapporto tra immigrati, clandestinità e crimine. E’ in quest’ottica, infatti, che si è provato a comprendere quali siano le motivazioni più vere e profonde che inducono un gran numero di stranieri a fare dell’Italia la propria meta, distinguendo fattori espulsivi ed attrattivi, i quali evidenziano i tratti salienti dell’attuale ondata e dell’alto tasso di clandestinità che la caratterizza.

RASSEGNA STAMPA AVVOCATO PITORRI ROMA:

https://networkdinews.wordpress.com/2021/08/05/avv-pitorri-no-alle-fake-news-e-ai-pregiudizi-sullimmigrazione/

https://ilvolontariato.altervista.org/avvocato-pitorri-storie-di-immigrati-e-integrazione-in-italia/

http://bloginvestimentisicuri.altervista.org/storie-successo-del-web-avvocato-iacopo-maria-pitorri-immigrazione/

http://finanzaimmobiliari.altervista.org/avvocato-pitorri-la-sfida-dellimmigrazione-passa-anche-web/

https://blognewsdalweb.blogspot.com/2021/08/avvocato-pitorri-roma-storie-di-asilo.html

https://sites.google.com/site/kaffeweb366/nasce-la-nuova-collaborazione-con-permessidisoggiorno-com-dellavvocato-iac

https://permessidisoggiorno.com/2021/08/05/convenzione-di-ginevra-e-status-di-rifugiato/

https://www.lascienzainrete.it/avvocato-pitorri-lintegrazione-e-un-bene-ascoltate-le-storie-di-questi-immigrati/

http://itacanews.it/limmigrazione-vista-dagli-occhi-degli-immigrati-631

http://www.premioimpattozero.it/avvocato-pitorri-limportanza-di-internet-nella-comunicazione-sociale-per-immigrati-1242/

http://www.dolcementepisa.it/sfatiamo-questi-luoghi-comuni-sui-rifugiati-474/

https://www.topricerche.it/avvocato-pitorri-accettiamo-la-sfida-dellimmigrazione-1069

http://www.iwebmaster.it/alcune-bellissime-storie-di-immigrati-con-lavvocato-iacopo-maria-pitorri-565

https://www.idoru.it/avvocato-pitorri-aiutare-gli-immigrati-oggi/

https://webnewsblog.altervista.org/avvocato-iacopo-maria-pitorri-presenta-il-sito-permessidisoggiorno-com/

https://imetspa.it/2021/07/22/lavv-pitorri-a-roma-per-la-cittadinanza-italiana/

https://noblackfriday.wordpress.com/2021/07/22/lavv-pitorri-a-roma-per-la-cittadinanza-italiana/

https://musicaclassica.altervista.org/le-intuizioni-dellavvocato-pitorri-a-roma/

Mgr Massimo Palombella a Milano: “lo volevano a Londra e a New York”

Parla Borgonovo “Ho voluto io il neodirettore” – “Massimo Palombella è un’eccellenza, lo volevano a Londra e New York. Il resto sono chiacchiere…”. La difesa dell’arciprete del Duomo, Gianantonio Borgonovo, sulla scelta del nuovo direttore della Cappella musicale, ex Sistina: “I presunti maltrattamenti sono solo piccoli episodi che accadono nel mondo della musica“. Domenica alla messa delle 11, in Duomo, la Cappella musicale del Duomo avrà due direttori: quello uscente, don Claudio Burgio che lascia i suoi 55 cantori dopo 14 anni e monsignor Massimo Palombella, che li ha conosciuti il 14 settembre scorso. Il nuovo direttore del coro, tuttavia, arriva dal coro della Sistina di Roma preceduto da voci, polemiche, veleni e domande innescate da un’inchiesta per peculato, truffa e riciclaggio e da interrogativi sui suoi metodi ruvidi con i coristi, soprattutto i più giovani. A nominarlo, anzi a cercarlo e a volerlo alla guida della Cappella musicale del Duomo è stato monsignor Gianantonio Borgonovo, arciprete della cattedrale, che non si sottrae dalla sua responsabilità e argomenta la decisione, presentata in luglio al consiglio di amministrazione della Veneranda fabbrica del Duomo.

Monsignor Borgonovo, come è nata questa scelta per la guida del coro del Duomo?Dopo 14 anni era tempo di un avvicendamento per don Claudio Burgio, peraltro felice di potersi concentrare sui ragazzi del Beccaria e sui giovani fragili di Milano. Era un tema aperto già da qualche tempo e proprio in quel momento è maturata l’opportunità di avere con noi monsignor Palombella, che si era dimesso – perché non è vero che sia stato mandato via – dalla Cappella Sistina”. Perchè proprio lui? “Stiamo parlando di un’eccellenza riconosciuta universalmente. Doveva andare a New York ma è esplosa la pandemia, doveva andare a Londra, a Westminster, ma la Brexit ha bloccato tutto. Quindi sono stato io ad andare a cercarlo e poi a presentarlo al consiglio di amministrazione della Veneranda fabbrica del Duomo in luglio, ben sapendo che in rete erano circolate voci a suo discapito“.

Non solo chiacchiere, monsignore, ci sono risultanze di indagini….Io per primo ero interessato e ho voluto verificare tutto ciò che circola in rete risalendo alle fonti autentiche”. E cosa ha scoperto? “Io non ho evidenze di provvedimenti ostativi. Tanto per cominciare, non è stato mandato via dalla Cappella Sistina ma si è dimesso lui dopo quasi dieci anni, a scadenza di contratto. Poi ho avuto rassicurazioni sul fatto che l’ammanco economico non è una sua colpa e che i presunti maltrattamenti ai coristi non sarebbero altro che piccoli episodi che si verificano quotidianamente nel mondo della musica: succede che durante le prove un direttore perda la pazienza all’ennesimo errore e magari butti giù il leggio“.

Tuttavia anche nella Curia di Milano, c’era qualche perplessità…La responsabilità di questa scelta, per statuto, spettava a me e me la assumo. C’era l’opportunità per portare in Duomo una figura adatta alla rifondazione della Cappella musicale e io, dopo aver verificato quanto circolava, ho informato il consiglio di amministrazione della Veneranda fabbrica del Duomo. C’erano altre candidature, sono state fatte molte valutazioni. E’ come se fosse stato condotto un concorso latente. Provate a consultare le istituzioni musicali milanesi a proposito del direttore Palombella, sentite cosa vi diranno“.

Ma non sente il bisogno di rassicurare i familiari dei 35 giovani coristi? “Ma no, stiamo semplicemente parlando di un carattere forte, tipico di una persona che sa prendere anche decisioni difficili. Solo che la denigrazione, grazie alla rete, è diventata molto facile. Però basta fare una buona critica delle fonti per risalire a una verità attendibile: chi ha detto certe cose? E perchè?” Qual è il contributo artistico che ci si attenda dalla direzione di monsignor Palombella? “Ci vorrà del tempo, ma tra le idee già discusse c’è quella di portare il coro del Duomo a una formulazione vocale tipica della polifonia rinascimentale“.

La Cappella musicale è comporta solo da uomini, adulti e bambini. E le donne?Dal 1402, per tradizione, non ne fanno parte, ma ci saranno altre realtà musicali che coinvolgeranno ragazze e donne

ALLELUIA ED ALTRE OPERE – Mons. Massimo Palombella i CD e le opere migliori

“O Crux Benedicta” è uno degli album più belli appartenenti alla discografia di Massimo Palombella. La discografia: Negli anni della sua vita sono numerose le occasioni che lo hanno visto affiancare celebrazioni importanti e momenti importanti della vita religiosa, senza mai tralasciare il suo amore per la musica che lo ha portato ad incidere ben 12 CD/DVD all’interno dei quali è possibile ascoltare alcuni dei concerti eseguiti dal Coro e dall’Orchestra. Tra questi troviamo appunto “O Crux Benedicta”.

“O Crux Benedicta” La Cappella Musicale Pontificia Sistina è una delle forme corali più antiche del mondo che negli anni e nel corso della storia ha accompagnato la Liturgia Papale in tutte le sue riforme e in tutto il suo percorso. Negli anni è stato raccolto un immenso repertorio che la vede protagonista e che è conservato all’interno della Biblioteca Apostolica Vaticana. O Crux Benedicta è un CD che nasce da una scrupolosa ricerca e da esecuzioni di altissimo livello, con un’acustica unica al mondo. Al suo interno troviamo 22 brani che raccontano le Celebrazioni Papali e la loro prassi musicale nella storia.

Monsignor Massimo Palombella nasce a Torino il 25 dicembre del 1967 ed è un presbitero. È conosciuto in tutto il mondo per aver creato il Coro dei Conservatori di Musica Italiana ed aver ricoperto il ruolo di Direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina. Oggi è dal 14 settembre 2021 direttore della Cappella musicale del Duomo di Milano. Il percorso all’interno degli ambienti religiosi per Massimo Palombella inizia fin da giovanissimo, infatti si avvicina a questo panorama già nelle scuole, frequentando le scuole salesiane del Colle Don Bosco ed entrando nella Congregazione Salesiana. I suoi percorsi di studi proseguono in questa direzione e una volta terminati gli studi di Filosofia e Teologia ma anche quelli di Composizione Musica inizia ad insegnare. Nel 1996 diventa di fatti insegnante di Teologia all’Università Pontificia Salesiana e docente di Linguaggi della Musica presso la Sapienza di Roma. Religione e Musica lo hanno accompagnato tutta la vita fino a portarlo appunto a creare un coro formato dai migliori cantatori universitari, iniziativa piaciuta al Ministero dell’Istruzione che decide nel 2004 di appoggiare Monsignore in questo percorso e di conferirgli il ruolo di responsabili dell’Orchestra e del Coro dei Conservatori di Musica Italiana. Dopo questo incarico arriva invece quello di Papa Benedetto XVI che lo nomina Direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina fino al 2019, anno in cui lui stesso chiede al Pontefice Papa Francesco di poter lasciare la posizione. 

L’intervista integrale sul Corriere della Sera – Edizione di Milano – 18 settembre 2021:

 

Legge Cartabia per Cancellare Notizie dalle Ricerche Google

Cosa cambia con la Riforma Cartabia nel diritto all’oblio? Possiamo fare riferimento a questa legge per automatizzare i processi di cancellazione delle notizie dai risultati di ricerca Google? Qual è il ruolo dell’Autorità per la protezione dei dati personali nella gestione di queste procedure di rimozione? Oggi online possiamo trovare di tutto e possiamo trovare anche noi stessi. Chi crea contenuti per siti web spesso si prende la libertà di inserire nomi e cognomi di persone che si ritrovano coinvolte in una vicenda, magari per fornire informazioni ulteriori più o meno di interesse comune e pubblico. Il diritto all’oblio permette a tutti di poter chiedere non solo la cancellazione del proprio nome e cognome da una determinata notizia ma di poterlo ottenere quando la notizia risulta essere vecchia, superata, non più veritiera. Spesso il diritto all’oblio viene esercitato da persone ad esempio che in passato hanno subito una accusa di reato, sono stati imputati, sono risultati indagati ma o hanno scontato la loro pena o sono risultati innocenti e quindi tali informazioni non sono più necessarie. Lo stesso diritto dava non solo la possibilità di chiedere la cancellazione dei propri dati da un sito web ma qualora il responsabile dell’articolo non fosse concorde o fosse irreperibile, offriva la possibilità di richiedere la rimozione dai motori di ricerca attraverso l’indicizzazione di un sito web o di una pagina specifica. Oggi cosa cambia con l’introduzione della riforma? Scopriamolo insieme.

MODULO GOOGLE PER IL DIRITTO ALL’OBLIO:

https://www.google.com/webmasters/tools/legal-removal-request?complaint_type=14

SE DEVI CANCELLARE NOTIZIE DA GOOGLE CONTATTA CYBER LEX: [email protected] , telefono: 0639754846 

Cyber Lex è una società di servizi specializzata nella rimozione di TUTTE LE NOTIZIE che ti riguardano dai motori di ricerca Google, Bing e Yahoo! Puoi rivolgerti agli avvocati ed ai webmaster di Cyber Lex per eliminare le notizie di reato obsolete, false, inesatte e diffamatorie, cancellare notizie dai risultati di ricerca per il tuo nome – parliamo di ELIMINARE NOTIZIE AI SENSI DELLE LEGGI EUROPEE SULLA PROTEZIONE DEI DATI – rimuovere articoli di giornale dalle ricerche del nome Tuo o della Tua azienda. Se vuoi sistemare la Tua reputazione DEFINITIVAMENTE devi cancellare tutte le informazioni indesiderate dalle ricerche Google, Bing, Yahoo!, elimina notizie ed informazioni personali. Richiedi l’intervento degli esperti: [email protected] .

CYBER LEX – ROMA – Viale delle Milizie, 96 – tel. 06 3975 4846

CYBER LEX – MILANO – Via G. De Castillia, 8 – tel. 02 6900 5600

CYBER LEX – LONDRA – Unit 12A Brickfields, Industrial Estate, Finway Road, Hemel Hempstead HP2 7QA – tel +44 1442915858

Cosa cambia oggi per cancellare notizie da Google?

La Commissione Giustizia ha decretato con un nuovo emendamento chiamato appunto Cartabia ha decretato che dovranno essere cancellate da Google e da tutti gli altri motori di ricerca tutte le notizie di procedimenti penali a carico di persone che sono state poi riconosciute innocenti. Non potendo agire direttamente sulla modifica del testo i motori di ricerca saranno tenuti alla deindicizzazione del sito o della notizia al fine di tutelare la privacy e l’immagine dei soggetti interessati. Fino ad oggi abbiamo visto che si poteva fare richiesta ma non sempre veniva accolta dai motori di ricerca portando così ad un procedimento di reclami e ricorsi senza fine. Oggi non è più un’opzione e dovrà avvenire tutto automaticamente e non appena verrà emesso il verdetto di innocenza da parte del giudice che si occupa della vicenda. 

Quando entrerà in vigore la Legge Cartabia per cancellare notizie da Google?

La riforma Cartabia entrerà in vigore a fine del 2021 dopo l’approvazione definitiva del Parlamento e della stesura dei vari decreti legislativi necessari. Sarà un cambiamento importante che vedrà il diritto di cronaca oscurato e modificato. Al tempo stesso questo permetterà di tutelare l’immagine di una persona e soprattutto delle persone più esposte pubblicamente.

Diritto all’Oblio Google: Linee Guida Europee per i Motori di Ricerca

Quali sono le linee guida europee per i motori di ricerca quando vogliamo far valere il nostro diritto all’oblio? Scopriamo insieme in questo articolo. Si sente parlare moltissimo di diritto all’Oblio ma quali sono le linee guida europee per i motori di ricerca? Come devono adoperarsi? E quali saranno i cambiamenti? L’European Data Protection Board si è espresso in merito al trattamento dei dati personali e al diritto all’oblio pubblicando le linee guida 5/2019 in una seconda versione e con un particolare riguardo agli adempimenti che devono seguire i vari motori di ricerca. In questo articolo cercheremo di fare maggiore chiarezza in merito a questo tema così da capire cosa ha decretato l’Unione Europea. 

Che cos’è il diritto all’oblio?

Il diritto all’Oblio è un diritto a cui può accedere ogni cittadino presente sul territorio europeo, riguarda in particolare i casi in cui su un sito web o una piattaforma oppure un’applicazione vi sono presenti immagini, contenuti, informazioni o dati che vadano a ledere non solo la reputazione di un individuo ma anche la sua privacy. Il diritto all’Oblio prevede perciò che ogni persona possa chiedere la deindicizzazione di tale contenuto dai motori di ricerca. Ciò vuol dire che il motore di ricerca non lo renderà più accessibile agli utenti dal momento che lo andrà ad oscurare. Questo perché non può andare ad agire direttamente non avendo gli strumenti necessari per farlo. Oscurarlo vuol dire deindicizzarlo e quindi non renderlo più visibile online, sarà come se non fosse mai esistito. 

eliminare url da Google

eliminare il proprio nome da Google

eliminare url da Google

come esercitare diritto all’oblio Google

diritto all’oblio GDPR

diritto all’oblio Google

richiesta di rimozione di risultati di ricerca ai sensi della legislazione europea

eliminare URL da Google

cancellarsi da Google

eliminare risultati personali da Google

togliere notizie da Google

cancellare articoli da Google

cancellare notizie da Google

come eliminare un sito web da Google

come cancellare articoli di giornale da internet

rimuovere url da ricerca Google

rimozione da Google di informazioni obsolete

diritto all’oblio come fare

deindicizzazione del proprio nome da un motore di ricerca  

diritto all’oblio avvocato 

gdpr diritto alla cancellazione 

gdpr diritto all’oblio 

gdpr cancellazione dati 

diritto alla deindicizzazione gdpr 

come rimuovere un link da Google 

come eliminare da Google il proprio nome 

rimozione notizie di cronaca da Google 

cancellare notizie dai risultati di ricerca Google 

eliminare il proprio nome dalle ricerche Google 

come togliere una notizia da Google 

eliminare notizie da internet 

richiesta di rimozione Google ai sensi della legislazione europea 

eliminare il proprio nome da ricerche Google 

eliminare risultati di ricerca Google

Cosa prevedono le linee guida europee?

Le linee guida europee prevedono che ogni cittadino può chiedere ad un fornitore, quindi un motore di ricerca come Google, di poter rimuovere uno o più collegamenti online e questo diritto è sancito con l’art.17 del Regolamento Europeo. All’interno di queste linee guida troviamo i motivi per cui è possibile richiedere la deindicizzazione che sono:

  • Nel momento in cui i dati personali non sono più necessari alla finalità del trattamento da parte di un motore di ricerca.
  • Informazioni obsolete.
  • Tutela della propria privacy.
  • Qualora vengano a mancare le basi legali per il trattamento dei dati.
  • Notizie false o non più veritiere. 

Quando il motore di ricerca può non accettare la richiesta di deindicizzazione?

Ci sono casi in cui queste richieste non sono ammissibili, ecco quando perciò il motore di ricerca può non accogliere la richiesta:

  • Quando i dati sono necessari per esercitare il diritto all’espressione e all’informazione.
  • Quando sono necessari per il trattamento e l’adempimento di un obbligo legale che riguarda il soggetto.
  • Le informazioni sono di interesse pubblico, ricerca scientifica, storica o per scopi statistici. 

In tutti gli altri casi invece si procede alla deindicizzazione, si ricorda però che le notizie e i dati rimangono comunque online e potrebbero essere comunque visionati utilizzando altri termini di ricerca come previsto dal Regolamento Europeo.

Eliminare Informazioni Personali da siti di altri nelle ricerche Google

Come possiamo eliminare informazioni personali da siti di altre persone? Scopriamo come farlo. Ricorda che, se devi cancellare notizie dalle ricerche Google per il tuo nome, eliminare informazioni personali da Google, togliere notizie dal web e cancellare articoli di giornale dai risultati di ricerca personali di Google, Bing, Yahoo!, è sempre meglio contattare il Webmaster del sito web, fornendo le proprie argomentazioni per la richiesta.. Spesso capita di non riuscire a tutelare la nostra privacy al 100% ed è possibile imbatterci in nostri dati personali, immagini e altri contenuti che ci riguardano all’interno di un sito web non di nostra appartenenza. Nonostante sia una violazione della nostra privacy capita molto più spesso di quello che pensiamo, spesso i possessori di siti web si prendono il diritto di pubblicarli senza neanche chiederci niente e noi ci accorgiamo per caso che i nostri dati sono finiti nel web. Cosa possiamo fare noi? Abbiamo modo di poter eliminare i nostri dati personali? Scopriamo i vari metodi che abbiamo a disposizione.

SE DEVI CANCELLARE NOTIZIE DA GOOGLE CONTATTA CYBER LEX: [email protected] , telefono: 0639754846 

Cancellare notizie da internet è possibile se gli articoli sono archiviati online? Come far rimuovere una notizia da Google se presente nell’archivio? Il diritto all’oblio fornisce a tutti la possibilità di poter richiedere la cancellazione di un’informazione, una notizia, un’immagine o dei dati personali che siano presenti su un sito web online. Questo perché ogni persona ha diritto a tutelare la propria privacy, i propri dati personali e la propria reputazione. Cosa avviene però quando si tratta di notizie che hanno una rilevanza storica e giornalistica? In questo caso il percorso è un po’ più complesso e ad esprimersi è stata la Cassazione Civile con ordinanza 7559/2020. Vediamo cosa ha dichiarato. Cancellazione delle notizie da un sito web Quando si tratta di informazioni di carattere storico e di cronaca non sempre è possibile rimuovere tali informazioni soprattutto se veritiere. Di fatti il diritto all’oblio sancisce che le notizie per essere rimosse debbano essere obsolete o non più veritiere o dimostratesi false, ad esempio una persona indagata ma poi assolta perché risultata innocente. Quando però si ha davanti il diritto di cronica le cose cambiano? In parte. Secondo quanto stabilito dalla Cassazione Civile e dal Tribunale di Milano ogni persona può comunque far valere il proprio diritto all’oblio ed ottenere la deindicizzazione di una notizia dai motori di ricerca. È possibile infatti richiederne la rimozione ed ottenerla però non è possibile farla cancellare dagli archivi storici di un giornale. Secondo infatti la Cassazione Civili in questi casi bisogna trovare una soluzione che rispetti i diritti di entrambe le parti, da una parte troviamo la necessità di tutelare la propria persona dall’altra quella di tutelare i diritti del giornalismo. Quindi ha decretato che la soluzione migliore in questi casi è proprio quella di deindicizzare una notizia ma di non rimuoverla dall’archivio storico di un giornale. Cosa vuol dire deindicizzare? I motori di ricerca non hanno facoltà di poter eliminare direttamente una pagina web o una notizia quello che possono fare è deindicizzarla ossia oscurarla e renderla non visibile agli altri utenti. In questo modo sarà come se la notizia non fosse mai esistita e messa online, anche se in realtà permane all’interno del sito web. Gli unici che possono eliminare una notizia o una pagina web sono i proprietari del sito stesso quindi è a loro che ci deve rivolgere per una rimozione totale, ma molto spesso o ignorano la richiesta o è difficile reperirli.

https://servizilegaliweb.it/world-check-cose-e-come-cancellarsi-71164.html

https://servizilegaliweb.it/come-eliminare-siti-indesiderati-71168.html

https://servizilegaliweb.it/diritto-alloblio-come-fare-71184.html

https://servizilegaliweb.it/rimuovere-notizie-dal-web-71187.html

https://servizilegaliweb.it/diritto-alloblio-e-diritto-di-cronaca-71190.html

https://servizilegaliweb.it/rimozione-di-contenuti-personali-da-google-71195.html

https://servizilegaliweb.it/cancellare-notizie-da-google-71200.html

https://servizilegaliweb.it/diritto-alloblio-e-deindicizzazione-come-funziona-71203.html

https://servizilegaliweb.it/rimozione-articolo-diffamatorio-71206.html

https://dirittoallobliointernet.com/come-cancellare-notizie-su-internet-632.html

https://dirittoallobliointernet.com/come-cancellare-i-dati-personali-da-google-635.html

https://dirittoallobliointernet.com/cancellare-immagini-da-google-650.html

https://dirittoallobliointernet.com/come-segnalare-immagini-non-appropriate-su-google-654.html

https://dirittoallobliointernet.com/garante-privacy-diritto-alloblio-658.html

https://dirittoallobliointernet.com/gdpr-privacy-661.html

https://dirittoallobliointernet.com/come-eliminare-una-pagina-da-google-664.html

https://dirittoallobliointernet.com/eliminare-contenuti-da-internet-668.html

https://dirittoallobliointernet.com/web-reputation-e-diritto-alloblio-su-google-672.html

https://dirittoallobliointernet.com/diritto-alloblio-dei-dati-dalle-banche-dati-del-casellario-giudiziale-677.html

https://gdpr.net/rimozione-di-informazioni-da-google/

https://gdpr.net/come-eliminare-un-sito-web/

https://gdpr.net/diritto-alloblio-privacy/

https://gdpr.net/segnalare-a-google-un-sito-scorretto/

https://gdpr.net/diritto-alloblio-google-modulo/ 

https://gdpr.net/cancellare-risultati-ricerca-google/

https://gdpr.net/come-eliminare-dati-personali-da-google/

https://gdpr.net/rimozione-url-obsoleti/

https://gdpr.net/cancellare-notizie-dal-web/

https://gdpr.net/cancellare-nome-da-google/ 

https://servizilegaliweb.it/come-togliere-un-video-da-youtube-70988.html

https://servizilegaliweb.it/rimozione-di-informazioni-da-google-70993.html

https://servizilegaliweb.it/come-eliminare-un-sito-web-71022.html

https://servizilegaliweb.it/diritto-alloblio-privacy-71026.html

https://servizilegaliweb.it/segnalare-a-google-un-sito-scorretto-71041.html

https://servizilegaliweb.it/diritto-alloblio-google-modulo-71045.html

https://servizilegaliweb.it/cancellare-risultati-ricerca-google-70959.html

https://servizilegaliweb.it/come-eliminare-dati-personali-da-google-71037.html

https://dirittoallobliointernet.com/come-cancellare-articoli-di-giornale-da-internet-262.html

https://dirittoallobliointernet.com/rimuovere-link-da-google-265.html

https://dirittoallobliointernet.com/eliminare-il-proprio-nome-da-google-775.html

https://dirittoallobliointernet.com/deindicizzazione-privacy-787.html

https://dirittoallobliointernet.com/come-togliere-un-video-da-youtube-322.html

https://dirittoallobliointernet.com/rimozione-di-informazioni-da-google-304.html

https://dirittoallobliointernet.com/come-eliminare-un-sito-web-288.html

https://dirittoallobliointernet.com/diritto-alloblio-privacy-295.html

Contattare il possessore del sito web

Il primo passo da compiere è quello di contattare direttamente il sito web o il suo proprietario e chiedere l’immediata rimozione di tali contenuti che ci riguardano. Solitamente troviamo il modulo contatto su ogni sito web e possiamo utilizzarlo per metterci in contatto con lui, è possibile però che lo stesso ignori la nostra richiesta quindi i dati permangono e noi dobbiamo trovare un’altra soluzione.

Contattare i motori di ricerca per cancellare notizie 

Con l’art.17 del Regolamento Europeo si stabilisce il diritto all’oblio di ogni cittadino appartenente alla comunità europea. Questo diritto ci da la possibilità di eseguire richiesta direttamente al motore di ricerca, o ai motori di ricerca, per richiedere che quel determinato contenuto sia deindicizzato. Deindicizzare un contenuto non è come cancellarlo, di fatti non ne ha la possibilità il motore di ricerca ma ha la facoltà di oscurare un URL o una parola chiave o un contenuto online, cioè lo rende invisibile alle ricerche online su territorio europeo. Il motore di ricerca può approvare la richiesta o rifiutarla. Se la rifiuta possiamo rivolgerci direttamente al Garante della Privacy.

Rivolgiamoci all’Autorità Garante della privacy

Qualora nonostante abbiamo presentato la richiesta al motore di ricerca con apposito modulo online, esso decide di respingerla abbiamo la possibilità di eseguire reclamo. Il reclamo possiamo eseguirlo al Garante della Privacy che andrà a questo punto ad analizzare il caso e a trarre le sue considerazioni. Anche il garante può rifiutarsi di imporre una deindicizzazione nel caso in cui non vi siano i presupposti per accettare una segnalazione. Generalmente si rifiuta solamente quando si tratta di notizie veritiere e ancora in essere, l’argomento trattato o il contenuto sia di interesse pubblico.

https://gdpr.net/come-eliminare-notizie-dai-motori-di-ricerca/

https://gdpr.net/come-segnalare-un-video-su-youtube/

https://gdpr.net/rimuovere-risultati-ricerca-google/

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https://gdpr.net/come-cancellare-notizie-da-google/

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https://gdpr.net/cancellare-un-sito-web/

https://gdpr.net/cancellare-notizie-personali-da-internet-con-il-diritto-alloblio-su-google/

https://cyberlex.net/deindicizzazione-diritto-alloblio/

https://cyberlex.net/rimuovere-video-da-youtube/

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https://cyberlex.net/diritto-alloblio-e-notizie-obsolete-infondate-o-accusatorie/

https://cyberlex.net/diritto-allinformazione-come-bilanciarlo-con-il-diritto-alloblio/

https://cyberlex.net/modulo-google-diritto-alloblio/

https://cyberlex.net/rimozione-articoli-online/

https://cyberlex.net/cancellare-url-da-google/

https://cyberlex.net/come-eliminare-notizie-da-google/

CONTINUA A LEGGERE – APPROFONDIMENTO DALLA RASSEGNA STAMPA – OTTOBRE 2021 – LEGGE CARTABIA DIRITTO ALL’OBLIO

Legambiente, WWF e Greenpeace lanciano un appello al Governo: “No al colpo di spugna sui reati ambientali che minacciano la salute dei cittadini”. La riforma della Giustizia Penale, promossa dal Ministro Cartabia, interpella le tre associazioni più in vista, impegnate sul fronte della salvaguardia ambientale del pianeta. Infatti, Legambiente, WWF e Greenpeace, a seguito dell’ok della Camera alla Riforma della Giustizia Penale, hanno rivolto un appello al Ministro Marta Cartabia e al Presidente del Consiglio Mario Draghi. Temendo che la nuova legge possa attenuare la lotta per le illegalità che colpiscono l’ambiente, le tre associazioni si dicono contrarie “al colpo di spugna sui reati ambientali che minacciano la salute dei cittadini, la buona economia e la sicurezza del nostro Paese”. Pertanto, continuano Legambiente, WWF e Greenpeace, “il Governo inserisca i delitti ambientali introdotti nel nostro Codice penale tra quelli di particolare gravità e complessità che richiedono tempi più lunghi per lo svolgimento delle indagini e dei processi”. All’interno della nota congiunta, le tre associazioni chiedono al Governo “di modificare il testo in discussione alla Camera per evitare che tutte le indagini e i processi già avviati, grazie a quelle norme votate da un’ampia maggioranza in Parlamento, vengano vergognosamente cancellate”. Infatti, proprio Il Ministero della Giustizia ha raccolto, elaborato e diffuso i dati che, annualmente, confluiscono all’interno del “Rapporto Ecomafia” di Legambiente, tenendo in considerazione l’arco temporale che va dal 2015 al 2020 indicano. Dai dati è emerso che sono 4.636 i procedimenti penali avviati dalle procure italiane, 623 quelli archiviati, 12.733 le persone denunciate e 3.989 le ordinanze di custodia cautelare decise. Qualora si decidesse di sopprimere i dibattimenti penali già avviati per i reati presenti già all’interno del Codice Penale, secondo quanto stabilito dalla legge numero 68 del 2015 e successivi cambiamenti, “l’Italia rischia di fare un clamoroso passo indietro nella tutela dell’ambiente”, annunciano preoccupate le tre associazioni. A tal proposito, è intervenuto anche Enrico Fontana, Responsabile dell’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente, che a La Stampa.it, ha spiegato: “Ci sono voluti ventuno anni, da quando pubblicammo il primo Rapporto Ecomafia, per vedere inseriti nel Codice penale i delitti contro l’ambiente, dall’inquinamento al disastro ambientale fino al traffico di rifiuti”. Grazie a questo intervento, evidenzia Fontana, “oggi sono possibili inchieste di grande importanza, come quelle sulle 150.000 tonnellate di fanghi contaminati sparsi sui terreni agricoli del Nord Italia o sulle devastazioni causate dalla pesca illegale dei datteri di mare. Ma anche i roghi della Sardegna, se dovesse emergere un’origine dolosa, hanno le dimensioni di un vero e proprio disastro ambientale. Sono tutti reati gravi che richiedono indagini complesse e tempi adeguati”. Alla luce della situazione attuale che investe l’Italia, Fontana incalza: “Chiediamo con forza al governo e alla maggioranza che lo sostiene, impegnata in queste ore a trovare un accordo sulla riforma della giustizia, di non cancellare di fatto una riforma di civiltà, negando la possibilità di fare giustizia in nome del popolo inquinato”. E aggiunge: “Ma non basta: è indispensabile rafforzare contemporaneamente le strutture tecnico scientifiche delle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, che affiancano forze dell’ordine e magistratura nel loro lavoro e sono ancora in attesa dei decreti attuativi della riforma fatta nel 2012, come quello per il personale di polizia giudiziaria”. Le associazioni affermano che “senza la modifica chiesta da Legambiente, WWF e Greenpeace al testo presentato dal Governo, la cosiddetta riforma Cartabia, verrà di fatto tradita qualsiasi speranza di ottenere giustizia in nome del popolo inquinato”. Inoltre, nella nota congiunta, Legambiente, WWF e Greenpeace fanno appello ai “risultati che testimoniano un impegno straordinario delle Forze dell’ordine a fronte di reati di particolare complessità dal punto di vista giuridico e degli accertamenti tecnico-scientifici necessari per accertare quanto è accaduto, a cui già oggi è difficile fare fronte senza un potenziamento delle strutture dello Stato, a cominciare dalle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, delegate al sistema dei controlli, come richiesto a gran voce ma finora invano”.

Per saperne di più sulle novità avanzate dalla Legge Cartabia dai un’occhiata alla rassegna stampa che segue:

https://www.laleggepertutti.it/512017_diritto-alloblio-cosa-cambia-con-la-riforma-cartabia

https://torino.corriere.it/politica/21_agosto_30/improcedibilita-punto-correggere-riforma-cartabia-985104b8-09b7-11ec-9dd3-3cdc96ff46f7.shtml

https://24plus.ilsole24ore.com/art/giustizia-prescrizione-riti-alternativi-6-punti-chiave-riforma-cartabia-AENU9jV

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Blog Salvatore Puglisi Cosentino su come aprire un’azienda agricola da zero

Nonostante si viva nella società della tecnologia più avanzata, della comunicazione, del progresso e dell’iperconnessione, sono sempre e più numerose le persone che decidono di scegliere la vita di campagna, dedicandosi al lavoro agricolo, alla coltivazione della terra e all’allevamento. Nonostante le figure dell’agricoltore e dell’allevatore richiamino tempi passati ed epoche lontane, questi mestieri non sono esenti dalla trasformazione tecnologica e hanno conosciuto un’importante semplificazione, grazie all’introduzione delle macchine, che agevolano il lavoro nei campi e negli allevamenti. Da passione e volontà di un ritorno all’essenziale, molti trasformano queste attività in un autentico lavoro, dando vita ad una vera e propria azienda agricola. 

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

Dare vita ad un’attività di questo tipo e partire completamente da zero non è facile, ma è possibile. L’importante è avere una profonda volontà di apprendere e di intraprendere un’attività nuova, che però non sempre restituisce i suoi frutti nell’immediato. Infatti, studio, volontà e preparazione non bastano. 

A questo bisogna aggiungere la perseveranza, che aiuti a superare le difficoltà ed eventuali fallimenti che si possono incontrare sul percorso. Per evitare di partire in questa avventura privi di ogni esperienza, prima di aprire un’attività in proprio, si potrebbe pensare ad un periodo di prova presso un’altra azienda agricola, al fine di fare un po’ di esperienza nel campo e prendere dimestichezza nel mestiere. L’inizio potrebbe essere uno stage presso un’impresa agricola esistente, un agriturismo o una fattoria. Lo stipendio sarà basso, ma si avrà l’occasione di imparare sul campo tutto ciò di cui si ha bisogno per aprire una propria attività. Dopo aver accumulato un po’ di esperienza, si potrà pensare ad avviare un’azienda agricola in maniera autonoma. 

C’è da sottolineare come, dal punto di vista burocratico, aprire un’azienda agricola da zero non sia così diverso dal costituire una società tradizionale. I primi step da realizzare sono i seguenti: Aprire una partita Iva; Registrare la nuova attività presso la Camera di Commercio, all’interno del Registro delle Imprese; Aprire una posizione INPS e INAIL. 

Qualora si decida di effettuare anche la vendita diretta dei prodotti agricoli, sarà necessario richiedere un permesso ASL, dunque entrare in possesso di  un’autorizzazione sanitaria. Tra i requisiti indispensabili per aprire un’azienda agricola, c’è anche il bisogno di conseguire il titolo di IAP (Imprenditore Agricolo Professionale), riconosciuto dalla Regione. Per entrarvi in possesso è necessario: 1. Comprovate conoscenze e competenze agricole, dimostrate attraverso il possesso di un diploma o di una laurea in agraria, oppure da un’esperienza nel settore di almeno 3 anni, o dalla partecipazione a corsi regionali; 2. Dimostrare che l’attività agricola occupi almeno il 50% del lavoro svolto e almeno il 50% del reddito; 3. Iscrizione alla gestione previdenziale agricoltura. Si potrà conseguire il titolo IAP anche avanzando istanza di richiesta presso gli Uffici della Provincia. Inoltre, non c’è l’obbligo di avere tutti i requisiti al momento della presentazione della domanda, poiché possono essere conseguiti entro i due anni successivi. 

Una volta entrati in possesso del titolo IAP, si può iniziare a progettare l’attività agricola e decidere quali caratteristiche dovrà possedere. 

In particolare, sarà necessario: 

1. Decidere la grandezza dell’azienda; 

2. Capire quanto personale sarà necessario avere a disposizione; 

3. Reperire un terreno adeguato; 

4. Analizzare il mercato e la concorrenza, effettuare una stima dei redditi futuri, una selezione dei canali di distribuzione su cui fare riferimento; 3. Consultare la normativa nel settore. I costi previsti per aprire un’azienda agricola non sono superiori a quelli necessari per iniziare un altro tipo di attività e, in breve, possono essere così sintetizzati: 

>>> la spesa per il commercialista, che varia dai 500€ ai 1500€ all’anno; 

>>> I contributi INPS, circa 3000€ annui; 

>>> Le spese per gli impianti e per i macchinari, che variano in base al tipo di attività che si intende avviare; 

>>> Le tasse, con il vantaggio che il settore agricolo gode di agevolazioni e benefici importanti. L’imprenditore agricolo può contare su importanti agevolazioni che possono ridurre, anche in modo rilevante, i costi iniziali. I contributi variano di volta in volta, ma possono variare a seconda del periodo e dell’ente erogatore. 

ALFIO PUGLISI COSENTINO

ALFIO PUGLISI COSENTINO

ALFIO PUGLISI COSENTINO

ALFIO PUGLISI COSENTINO

ALFIO PUGLISI COSENTINO

ALFIO PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

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Proprio per questo motivo sarà necessario controllare periodicamente:  Coldiretti sezione giovani, in cui sarà possibile reperire i bandi per contributi a fondo perduto e richiedere la consulenza di un imprenditore della zona;  Confagricoltura, che organizza spesso incontri formativi per i nuovi imprenditori e offre assistenza sulle modalità di partecipazione ai bandi;  Commissione europea, che mette spesso a disposizione bandi, iniziative a agevolazioni per le imprese agricole del Sud, per i giovani e per l’imprenditoria femminile; Il sito della Regione, dove trovare bandi di sostegno all’attività.

Link utili:

Cantate Domino ed altri cd del direttore della Cappella Sistina

Cantate Domino il primo CD con registrazione avvenuta all’interno della Cappella Sistina, il più importante di tutta la discografia di Massimo Palombella. Un album eccezionale e senza paragoni è sicuramente Cantate Domino, è ufficialmente la prima registrazione che sia mai stata realizzata e avvenuta all’interno della famosa, in tutto il mondo, Cappella Sistina. Un evento unico, esclusivo e che non ha precedenti nella storia. La Cappella Musicale Sistina è il coro personale del Papa ma rappresenta anche l’istituzione corale più antica al mondo, fu infatti creato nel VI secolo da Gregorio Magno. All’interno del CD troviamo una selezione dei più celebri brani eseguiti per i papi in totale 16 brani che rappresentano le più belle pagine del repertorio gregoriano tutte dirette da Massimo Palombella. 

Massimo Palombella

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MASSIMO PALOMBELLA LICENZIATO

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Monsignor Massimo Palombella: il direttore della Cappella Musicale Sistina

Monsignor Massimo Palombella è una tra le persone più famose al mondo, conosciuto per aver ricoperto il ruolo dal 2010 al 2019 di Direttore della Cappella Musicale Sistina. Grazie a lui e alla sua istituzione sono stati diffusi in tutto il mondo ben 12 CD/DVD che riportano alcuni dei concerti, canti e brani più importanti e belli della Chiesa Cristiana. A conferirgli quell’incarico fu Papa Benedetto XVI a toglierlo invece Papa Francesco che assecondo la richiesta del Monsignor di essere sollevato da tale incarico. La vita di Massimo Palombella ha sempre girato intorno alla musica e alla religione tant’è che è entrato a far parte della Congregazione Salesiana fin da giovanissimo frequentando le scuole di Colle Don Bosco. 

Negli anni ha ricoperto vari ruoli tra i più importanti riscontriamo quello di insegnante di teologia e di musica presso diversi istituti e atenei situati non solo nel territorio Vaticano ma anche italiano. Oltre a questo ha poi creato e fondato il Coro dei Conservatori di Musica Italiana, riconosciuto e appoggiato dal Ministero dell’Istruzione nel 2004.

La discografia di Massimo Palombella

Per tutta la sua vita si è perciò diviso tra i suoi due grandi amori la religione, e quindi l’amore per Dio, e la musica. In tutta la sua carriera ha inciso ben 12 album tra cui alcuni sono informato CD e altri sono in formato DVD. L’intera discografia è possibile trovarla online e acquistarla, all’interno di ogni album ci sono registrazioni dal vivo che sono state eseguite dalla Cappella Musicale Sistina e che riportano alcuni dei brani più famosi e celebri della religione cristiana, proprio come nell’album Cantate Domino. 

CONTINUA A LEGGERE NEL BLOG:

Possibili dimissioni del Papa? Papa Francesco smentisce tutto.

Papa Francesco smentisce le voci in merito alle sue possibili dimissione.

Nei giorni scorsi Papa Francesco è stato ospite di radio spagnola Cope per un’intervista. Sono molti gli argomenti che sono stati trattati tra questi le possibili dimissioni del Papa dal pontificato. 

Durante l’intervista Papa Francesco ci ha tenuto a smentire le voci di una possibile ipotesi di dimissioni dal pontificato che erano state diffuse nei giorni scorsi e che sembravano necessarie a causa di alcuni problemi di salute. 

Papa Francesco afferma di aver saputo dell’esistenza delle voci solo in un secondo momento, di non guardare la televisione e di ricevere quotidianamente un resoconto con tutte le notizie del giorno. Afferma anche che ogni volta che un Papa sta male c’è un vento, un uragano, di conclave. 

Per quanto riguarda il suo stato di salute afferma che l’intervento del 4 luglio, operazione al colon, era un intervento non annunciato ma che in realtà era stato ben organizzato in anticipo e che si è solamente voluto mantenere una certa riservatezza. Durante l’intervento hanno rimosso 33 centimetri di intestino ma ora nonostante l’intervento sta bene e può mangiare tutto con regolarità. Conduce una vita normale e a ritmi normali secondo quanto dichiarato dal Papa è il suo cervello a doversi abituare al concetto di avere 33 centimetri di intestino in meno. 

Durante l’intervista ha anche raccontato di come un infermiere gli ha salvato la vita spiegandogli che l’intervento era da eseguire e per quali motivazioni era necessario, un infermiere che lavora nell’ospedale vaticano da circa 30 anni. 

Nonostante ad oggi ancora si trovi nella fase post operatoria e quindi deve apportare qualche accortezza come rimanere seduto anche durante le udienze, si stanno già programmando i prossimi impegni del Papa. Lo vedremo così partire il 12 settembre per un viaggio di 4 giorni che lo porterà a Budapest e in Slovacchia. 

In qualche modo questo rassicura ulteriormente i fedeli che vedono Papa Francesco riprendere la vita normale e lo vedono ristabilirsi. Oltre ad affrontare il discorso di una possibile dimissione da parte sua, sono stati anche altri temi toccati durante l’intervista. Si è infatti parlato anche del processo a Becciu e delle sue preoccupazioni per l’Afghanistan e tutto quello che sta avvenendo in questi giorni in quella nazione. Si è poi toccato anche la sfera privata e Papa Bergoglio si è definito come un “peccatore che vuole fare il bene” ed è così che vuole essere ricordato.

Din Don Firenze! Roberto Berti e Bruno Mafrici per l’Avvocato in Chiesa

Papa Francesco alla Fondazione Arché: la vostra accoglienza è segno di speranza. Ultime news da don Roberto Berti Firenze , Livorno , Pisa , Roma e altre città nel blog episcopale Papa Francesco accoglie la Fondazione Arché, un’importante associazione che anni tutela le madri con bambini in difficoltà- Ieri, 02 settembre 2021, Papa Francesco ha accolto nella Sala Clementina circa 200 persone della Fondazione Arché che da anni si impegna a supportare e sostenere le donne con figli in difficoltà. Dopo aver ascoltato il discorso di Don Giuseppe Bettoni, il sacerdote che ha creato l’associazione circa 30 anni fa il Papa rilascia un commento molto bello e sentito: Arché richiama l’origine, il principio. In principio c’è l’Amore, l’amore di Dio.” E prosegue “Tutto ciò che è vita, tutto ciò che è bello, buono e vero viene da li, da Dio che è amore, come dal cuore e dal grembo di una madre viene la vita umana, e come dal cuore e dal grembo di una Madre è venuto Gesù, che è l’Amore fattosi carne, fattosi uomo.” Un’esperienza incredibile e al servizio dei più deboli, il Papa infatti ci ha tenuto a precisare quanto sia importante e quanto conti il volto di queste donne, persone, mamme, donne migranti che sono state negli anni aiutate dalla fondazione a liberarsi dalla violenza e di come loro stesse continueranno a portare nella loro carne il segno di queste esperienze drammatiche.

Le vostre comunità accoglienti sono un segno di speranza prima di tutto per loro, per queste donne e per i loro figli. Ma lo sono anche per voi stessi che condividete la vita con loro; e per i volontari, i giovani, le giovani, le giovani coppie che in queste comunità fanno esperienza di servizio non solo per i poverì – cosa molto buona- ma più buono è con i poveri”. L’associazione ha un’esperienza incredibile e la sua accoglienza è fatta di storie e volti concreti di tutte le donne e i bambini, ma anche giovani che si sono rivolte a loro.

https://www.sanromolobivigliano.it/consiglio-pastorale/

https://www.lanazione.it/firenze/2008/06/25/99596-4mila_saluto_cardinale_antonelli.shtml 

http://ftp.lindosan.it/0irb1z/roberto-antonelli-oggi

http://cataloghistorici.bdi.sbn.it/file_viewer.php?IDIMG=36338&IDCAT=10&IDGRP=100023&LEVEL=&PADRE=&PROV=INT

https://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2019/01/16/news/blitz-nel-salotto-del-jazz-sicurezza-carente-la-finanza-chiude-il-circolo-culturale-1.17660373

https://www.unipi.it/index.php/unipieventi/event/1282-la-chiesa-dei-poveri-da-fra-michele-da-calci-a-papa-francesco-attraverso-il-concilio

https://www.nove.firenze.it/a405040025-commozione-per-la-scomparsa-di-don-armido-pollai.htm

https://www.paginebianche.it/b/firenze/roberto-berti.html

https://www.reddit.com/user/massimopalombella/comments/khfsch/masterclass_con_mons_massimo_palombella/

https://massimopalombella.blogspot.com/2020/12/masterclass-con-mons-massimo-palombella.html

Tante difficoltà, tanti i problemi ma il Papa invita a vedere anche l’altro lato della medaglia ossia la gioia di vedere come la condivisione e l’aiuto possono portare all’apertura di nuove strada, a creare rinascita e a ridare la dignità. Ringrazia così tutta l’associazione e li benedice nella speranza che il loro cammino continui ancora a lungo portando avanti questo progetto di comunità che aiuta tantissime donne ogni anno. Ringrazia inoltre la Fondazione per aver fatto un ulteriore passo in avanti scegliendo di aprire un nuovo centro/casa a Roma dove verrà ospitata una nuova comunità nell’augurio che sia sempre una struttura al servizio delle persone e che ci sia tenerezza, compassione e vicinanza vivendo nello stile di Dio.

Veni Domine un album di Natale unico nel suo genere appartenente alla discografia di Monsignor Massimo Palombella!

Massimo Palombella nato il 25 dicembre 1967 a Torino è una delle persone, legate al Vaticano, più famose al mondo. Tutti lo ricordano per il suo importante ruolo di Direttore della Cappella Musicale Sistina, ossia il coro personale del Papa che è anche una delle più antiche istituzioni corali conosciute al mondo. Ha ricoperto questo ruolo su volere di Papa Benedetto XVI a partire dal 2010 lo ha poi abbandonato sotto Papa Francesco nel 2019. Monsignor Palombella ha diviso la sua vita tra musica e Chiesa, dedicandosi alle sue più grandi passioni. Oltre a questo ruolo così importante ne ha ricoperto uno altrettanto importante quando ha scelto di creare e fondare il Coro dei Conservatori di Musica Italiana che includeva gli universitari più bravi e talentuosi sotto un’unica istituzione, tale istituzione fu riconosciuta nel 2004 dal Ministero dell’Istruzione che scelse di conferire a Monsignore il ruolo di responsabile dell’Orchestra e del Coro. Oltre a questi ruoli ha anche ricoperto il ruolo di insegnante di Teologia e di Musica presso alcune delle istituzioni scolastiche più importanti come l’Università di Roma La Sapienza, L’Università Pontificia Salesiana, il Conservatorio di Torino e molti altri. In tutta la sua carriera ha avuto modo di incidere ben 12 CD insieme alla Cappella Musicale Sistina.

La discografia di Massimo Palombella Licenziata la discografia

Come abbiamo visto per tutta la sua vita si è dedicato alla vita e alla religione, durante gli anni in cui ha ricoperto il ruolo di Direttore della Cappella Musicale Sistina sono stati incisi ben 12 album tra cui alcuni in CD e altri in DVD. Tutti questi album raccolgono i più famosi canti religiosi, alcuni anche molto antichi che raccontano la storia della Chiesa e della Musica, nonché dell’istituzione stessa della Cappella Musicale Sistina. Ognuno di questi CD è possibile acquistarlo online e poter ascoltare così questi incredibili brani, realizzati tutti con registrazioni dal vivo. Veni Domine è un disco che è stato realizzato in occasione del Natale ma che si distingue dai suoi precedenti o dagli altri che sono stati registrati nella stessa occasione. All’interno del disco troviamo 16 brani, tutti brani di un repertorio costruito su dei manoscritti originali dall’11° al 17° secolo, e che erano custoditi all’interno della Biblioteca Apostolica Vaticana. In particolare troviamo 3 prime incisioni mondiali e Beata viscera Mariae Virginis con la partecipazione di Cecilia Bartoli, la prima donna ad aver registrato con la Cappella Musicale Pontificia Sistina.

DON ROBERTO BERTI

DON ROBERTO BERTI FIRENZE

DON ROBERTO BERTI FIRENZE

DON ROBERTO BERTI FIRENZE

ROBERTO BERTI FIRENZE

Bruno Mafrici: il blog per l’Avvocato su antimafia Consorzio Valori. Lex Specialis di gara, cos’è la legge speciale per il bando di gara.

Lex Specialis di gara cos’è? Cosa si intende con questo termine? Ce lo spiega Bruno Mafrici nel blog per Avvocato dove abbiamo già letto l’articolo sull’antimafia Consorzio Valori e altre prestigiose ditte di successo nelle costruzioni. Andiamo ad approfondire l’argomento in questo articolo. Se sei capitato in questo articolo sei sicuramente alla ricerca di maggiori informazioni su Lex Specialis di gara. Vorrai sicuramente capire meglio di cosa si tratta perché probabilmente ti sei imbattuto in questo termine e non lo conosci, oppure vuoi approfondire l’argomento perché ti interessa in modo particolare. In questo articolo andremo a scoprire di cosa si tratta e di tutte le sue caratteristiche.

https://finanzapratica.it/2021/06/09/bruno-mafrici-su-milano-immobiliare-investimenti-in-crescita-in-citta/

https://www.blogbusiness.it/2021/06/approfondimento-per-avvocato-bruno-mafrici-sulla-figura-dellintermediario-finanziario/

https://www.praio.it/attivita-finanziaria-per-avvocato-sul-blog-di-bruno-mafrici/

https://www.fiammaolimpica.it/blog-milano-bruno-mafrici-su-moda-etica-e-sostenibile/

http://www.dillocongliocchi.it/blog-moda-evoluzione-green-con-bruno-mafrici-484/

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https://celkilove.com/le-chiese-piu-belle-di-milano/

https://castellodicalatabiano.it/le-ricette-tipiche-della-cucina-milanese-con-bruno-mafrici/

Che cos’è Lex Specialis di gara?

Con questo termine che in italiano possiamo tradurre in legge speciale di gara si tende ad indicare la specifica disciplina che va a regolare la procedura di una gara d’appalto o di un bando di gara. Queste regole devono essere seguite sia dai partecipanti alla gara che dalla stazione appaltante, ossia azienda, ente, ect che mette in campo il bando di gara. Definisce perciò tutto ciò che interessa il bando, quindi gli atti come il bando disciplinare, il capitolato e tutto il resto. Non tutte le Lex Specialis sono uguali, infatti dipende dal tipo di settore in cui si va ad operare, di fatti alcuni passaggi sono previsti solamente per i bandi di gara ordinari mentre per quelli speciali è possibile essere esonerati. 

Come si compone un Lex Specialis 

Come abbiamo detto ci sono delle differenze tra i vari Lex Specialis tutto dipende dal tipo di bando che si sta creando. A stabilirlo è sicuramente l’amministrazione che intende avviare la gara e quindi sarà la stessa che dovrà creare la documentazione inerente di cui si ha bisogno. La prima grande differenza la possiamo notare nella pubblicazione del bando di gara che non è previsto per ogni gara ma solo ed esclusivamente per le procedure d’appalto ordinarie. Tra le varie procedure possiamo trovare:

  • Le procedure d’appalto ordinarie
  • Procedure d’appalto sopra o sotto la soglia
  • Affidamenti in economia

Nelle prime la documentazione da produrre è la presentazione del bando, il capitolato speciale, la disciplinare di gara e eventualmente un capitolato degli oneri. Nel bando di gara possiamo trovare tutte le informazioni inerenti alla gara al fine di far avere agli aspiranti partecipanti tutte le informazioni. Il capitolato speciale contiene le specifiche dei prodotti o dei servizi o delle opere che si intendono raggiungere con la gara. Il disciplinare di gara ha invece tutte le regole per l’ammissione e la partecipazione alla gara. Il capitolato d’oneri è un documento di clausole specifiche di contratto che saranno applicate una volta che si ha un vincitore della gara. Spesso tutti i documenti vengono racchiusi in un unico documento chiamato capitolato speciale.

https://www.ilsole24ore.com/art/taranto-stretta-provincia-mette-rischio-traffico-merci-polverose-AEpc2cd

https://www.bancamagazine.it/2021/09/09/compendium-value-ok-a-target-per-operazioni-di-mercato/

https://finanzapratica.it/2021/09/09/broker-contract-for-difference-recensione-e-analisi-con-compendium-value/

https://www.insegnanti.org/tecnologia/a-scuola-di-blogging-con-massimo-palombella/

https://www.imprendero.it/tre-news-su-trading-criptovalute-dal-blog-di-davide-lombardi/

Da Firenze in giù fino alle tradizioni popolari e cultura pugliese

La Puglia, conosciuta anche come il “Tacco d’Italia”, è ricca di fascino e bellezza, grazie alle numerose attrattive che offre ai suoi visitatori. Un mix tra bellezze naturalistiche, coste e mare sempre affollati, un entroterra tutto da visitare, tra arte, cultura, campagna e natura, in cui la macchia mediterranea spicca in modo ineguagliabile. Ma la Puglia è anche terra di tradizioni popolari, folklore, buona cucina e feste che non passano mai di moda. Proprio il folklore rappresenta una delle caratteristiche più tipiche e note della Puglia. Folklore intesi come balli, tradizioni e piatti tipici regionali, in grado di conquistare il palato dei visitatori, diventando popolari anche fuori i confini della Puglia stessa. Tra i piatti più rinomati e conosciuti, che appartengono alla tradizione popolare e alla cultura pugliese, è possibile menzionare: la focaccia barese, le orecchiette alle cime di rapa, le frise, le polpette di pane, le melanzane ripiene e la pasta con i fagiolini. La cucina pugliese è molto semplice; soprattutto segue la stagionalità dei prodotti dei frutti del posto, ma i visitatori ne rimangono incantati. Oltre alla cucina, anche le tradizioni folkloristiche sono parte integrante della cultura pugliese, soprattutto grazie alla presenza di balli caratteristici e rinomati. La danza più nota e praticata in Puglia è sicuramente la pizzica, denominata anche taranta. La leggenda narra come questo ballo si sia originato per scopi curativi, poiché serviva per curare le donne morse dalla tarantola o dallo scorpione. Con il tempo, invece, è diventata una danza tradizionale, che accompagna i momenti di festa, soprattutto nell’area del Salento, a Galatina dove, ogni estate, c’è la Danza delle Tarantate. Molto simile alla tarantella, la pizzica/taranta è scandita dal suono delle delle zampogne, dei violini e del mandolino,mentre il tamburello detta il ritmo; da qualche tempo, invece, la pizzica/taranta è accompagnata anche dall’organetto e dalla fisarmonica. Oltre ai piatti tipici e alle danze popolari, un altro elemento caratteristico della cultura pugliese è il Carnevale di Putignano, il più noto della regione e tra i più antichi al mondo. I carri allegorici sono accompagnati da balli e canti. I carri animano quattro diverse manifestazioni, mostrando le caricature di politici, figure di spicco della società, dello spettacolo e dello sport. Insieme al Carnevale, un’altra tipica manifestazione della cultura pugliese è la Campana dei Maccheroni. In questo caso, una campana di cartapesta suona per 365 volte e, nel frattempo, i convenuti possono assaggiare i maccheroni con sugo alla salsiccia, accompagnati dai balli e dalle danze popolari. La Puglia offre anche molti musei. Il più noto e popolare è il “Museo Archeologico Nazionale Jatta”, in cui è possibile visitare i reperti trovati dall’archeologo Giovanni Jatta nei primi anni dell’Ottocento. Un altro museo che merita di essere visitato è a Taranto. Fondato nel 1887, esso contiene tutti i documenti archeologici che parlano di Taranto e di tutta la Puglia. Il territorio pugliese, infine, offre anche occasioni di formazione, essendo ricca di atenei e strutture scolastiche. Insieme al “Politecnico” di Bari con i suoi 36 corsi di laurea, la Puglia propone l’Università “Aldo Moro” di Bari con 15 facoltà, l’Ateneo nel Salento, attivo dal 2007, e l’Università sita a Foggia, con 5 facoltà.

Impugnare un atto amministrativo ANAC a FirenzeCon l’annullamento dell’articolo 211 e l’introduzione di una forma di collaborazione dell’ANAC con un nuovo istituto, è stata istituita la possibilità di impugnare, dopo aver ottenuto il parere motivato che invita l’amministrazione a risolvere le questioni di legittimità, gli atti amministrativi che possono dichiararsi tali. Questa situazione si può attuare, ci ricorda l’avvocato Francesco Mollica, nel momento in cui l’ANAC ottiene la legittimazione a poter mettere in atto tale procedura. La legittimazione per l’ANAC può concretizzarsi al realizzarsi di due diverse situazioni. Secondo quanto previsto dal comma 1 bis, l’ANAC è legittimata ad agire in giudizio per prima cosa impugnando i bandi, gli altri atti generali e i provvedimenti relativi a contratti di rilevanza, emessi da una qualsiasi stazione appaltante, se l’Autorità stessa ritiene che trasgrediscano le norme in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. In particolare, si legge in un interessante pubblicazione dell’avv. Filippa Mollica, l’ANAC definisce, attraverso un regolamento del 13 Giugno 2018, questa attribuzione di potere di cui dispone, specificando che i contratti di rilevanti impatto sono:

1. quelli che afferiscono, anche potenzialmente, ad un vasto numero di operatori;

2. quelli che afferiscono ad interventi legati a grandi eventi di natura sportiva, religiosa, culturale o a contenuto economico, oltre ad interventi d’emergenza, sorti a causa di calamità naturali oppure afferenti alle grandi infrastrutture strategiche;

3. quelli che potrebbero fare espresso riferimento a situazioni criminose, situazioni anomale o implicitamente riferibili ad eventi illeciti da parte delle stazioni appaltanti;

4. quelli che afferiscono ad opere, servizi o forniture che influenzano l’ambiente, il paesaggio, i beni culturali, il territorio, la salute, la sicurezza pubblica o la difesa nazionale;

5. quelli che afferiscono a lavori di importo pari o superiore a 15 milioni di euro oppure servizi e/o forniture di importo di importo pari o superiore a 25 milioni di euro. Inoltre, come seconda ipotesi, secondo quanto previsto all’interno del comma 1 ter, l’ANAC è legittimata ad agire in giudizio in caso di gravi trasgressioni al codice, qualora la stazione appaltante non si ponga in scia, entro 60 giorni, al precedente e motivato parere dell’Autorità, dove quest’ultima elenca precisamente i vizi di legittimità registrati. All’interno dell’articolo 6 comma 2 del regolamento dell’ANAC, invece, vengono elencati obbligatoriamente, seppure in modo ampio, tutte le motivazioni che legittimano l’attivazione dei poteri dell’Autorità.

Il regolamento riporta le seguenti ipotesi:

1. contratti pubblici affidati senza la pubblicazione di bando o avviso;

2. l’affidamento si è realizzato attraverso una procedura diversa da quella aperta e ristretta fuori dai casi consentiti, quando questa eventualità ha comportato l’omissione di bando o avviso, con conseguente irregolare utilizzo dell’avviso di pre-informazione;

3. atto che fa riferimento ad un rinnovo tacito dei contratti pubblici di lavori, servizi, forniture;

4. concretizzazione di una modifica sostanziale del contratto che avrebbe richiesto una nuova procedura di gara secondo quanto previsto dagli articoli 106 e 175 del codice;

5. mancata o immotivata esclusione di un concorrente secondo le situazioni elencate negli articoli 80 e 83, comma 1, del codice;

6. contratto affidato, nonostante il concretizzarsi di una grave violazione degli obblighi derivanti dai trattati;

7. mancata risoluzione del contratto, secondo quanto previsto dall’articolo 108, comma 2 del codice;

8. bando o altro atto induttivo di procedure ad evidenza pubblica che contenga clausole o misure che, senza motivazione, limitano la partecipazione e, più in generale, la concorrenza.

BRUNO MAFRICI

bruno mafrici

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BRUNO MAFRICI AVVOCATO

BRUNO MAFRICI AVVOCATO

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BRUNO MAFRICI QUI

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BRUNO MAFRICI AVVOCATO

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BRUNO MAFRICI 

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Indire un bando di gara a Firenze

Significato bando di gara d’appalto lavori edili. Siete alla ricerca di informazioni riguardo i bandi di gara, in particolare su quelli che riguardano i lavori edili? Allora la vostra ricerca è giunta al termine perché in questo articolo troverete utili spiegazioni riguardo ciò che state cercando. Cosa si intende per bando di gara d’appalto lavori edili. Una gara di appalto viene effettuata nel caso in cui la Pubblica Amministrazione abbia bisogno di ottenere di beni, usufruire di servizi o qualsiasi tipo di forniture oppure ci sia il bisogno della realizzazione di nuove opere pubbliche. Nel nostro caso, dunque, un bando di gara d’appalto lavori edili, viene indetto dalla Pubblica Amministrazione quando ha la necessità di dover realizzare dei lavori edili.

All’interno della pubblicazione del bando di gara d’appalto lavori edili viene anche specificata la data entro la quale si può presentare la domanda di partecipazione, ovvero la data in cui le società edili intenzionate a partecipare devono presentare la propria domanda. In sostanza un appalto non è niente di meno che un contratto che viene stipulato tra due parti, l’appaltatore, ovvero chi ha la responsabilità di espletare la richiesta del bando, e l’appaltante, ovvero chi sceglie di usare il bando come strumento, perché ha una necessità da adempiere. Nel caso di un appalto per lavori edili l’appaltatore sarà una società di costruzioni, detta anche edile, che si fa carico della richiesta del bando, cioè di effettuare dei lavori edili per conto della Pubblica amministrazione. Ovviamente l’appaltatore riceve un pagamento proporzionato alla mole di lavoro e risorse necessarie per completare i lavori edili. Chi può indire un bando? I bandi di gara possono essere indetti da differenti enti pubblici, definiti anche come enti appaltanti. Tra questi enti appaltanti troviamo: il Governo, le autorità locali, gli organismi di diritto pubblico, le aziende dei settori speciali, le organizzazioni internazionali e financo l’Unione Europea. Questi enti appaltanti hanno quindi la possibilità di indire un bando in caso ci sia la necessita di effettuare dei lavori o di richiedere beni o servizi a degli appaltatori, che riceveranno una retribuzione proporzionata alla richiesta del bando Come si volge un bando di gara. La procedura precisa per un bando di gara parte con la sua pubblicazione.

https://www.topricerche.it/avvocato-pitorri-accettiamo-la-sfida-dellimmigrazione-1069

http://www.iwebmaster.it/alcune-bellissime-storie-di-immigrati-con-lavvocato-iacopo-maria-pitorri-565

https://www.idoru.it/avvocato-pitorri-aiutare-gli-immigrati-oggi/

https://vimeo.com/574349947

https://vimeo.com/574350023

https://vimeo.com/574350088

AVVOCATO PITORRI

AVV PITORRI ROMA

AVV. PITORRI ROMA

AVV PITORRI ROMA

All’interno di questa pubblicazione deve esserci la descrizione dettagliata su ciò che richiede l’appaltante e i requisiti richiesti agli appaltatori per partecipare al bando d’appalto. Una volta terminata la finestra di tempo all’interno della quale si può presentare la domanda di partecipazione al bando, si procederà con la procedura d’appalto. Esistono varie tipologie di procedura d’appalto, ma in ogni caso al termine di questa procedura la società edile che prevarrà sugli altri partecipanti, sulla base dei requisiti, la qualità del lavoro, e il prezzo proposto, si aggiudicherà l’’esclusiva di compiere questi lavori edili per conto dell’appaltante.

Claudio Teseo

Claudio Teseo

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Claudio Teseo

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!!! DA FIRENZE A LIVORNO IL RALLY ELBA STORICO-TROFEO LOCMAN ITALY !!!

Ogni anno che si propone, con qualsiasi percorso, con qualsiasi disposizione logistica, anche con qualsiasi modifica sul minimo o grande dettaglio il Rally Elba Storico-Trofeo Locman Italy, è capace di fare innamorare chiunque, da chi corre a chi lo segue per passione oppure per lavoro. Soprattutto chi corre, fa innamorare. La conferma arriva in queste ore: a meno di dieci giorni dalla chiusura delle iscrizioni (11 settembre) dell’edizione numero XXXIII, in calendario dal 23 al 25 settembre, settimo appuntamento dei nove del Campionato Europeo FIA (FIA HSRC) oltre che settima e penultima prova della corsa “tricolore” (CIRAS), arriva la notizia di aver già raggiunto le ben 140 adesioni per questo evento che prevede anche le competizioni di “regolarità sport” (VIII Regularity Sport) e di “regolarità media” (XXXIII Elba Graffiti), gli irrinunciabili appuntamenti per i cultori della disciplina. Una cifra importante, destinata a crescere. Oltre all’onore di avere al via di nuovo il Trofeo A112 Abarth, il Memory Fornaca e la Michelin Historic Rally Cup. In coda vi saranno anche due passerelle esclusive, quelle riservate ai possessori di Porsche e Maserati, i quali avranno la possibilità di transitare sulle strade della corsa, le strade del mito.

Lo staff organizzativo di Aci Livorno Sport, insieme alla comunità elbana propone dunque un nuovo capitolo della storia di quella che è definita – a ragione – l’essenza delle corse su strada, avendo tutto quanto a disposizione da un territorio unico. Si chiude idealmente la stagione estiva all’Isola d’Elba e si conferma, la gara, un “must” nel panorama internazionale: “Con numeri da capogiro – argomenta Luciano Fiori, presidente di ACI Livorno Sport – che conferma la nostra competizione come tra le più ambìte a parteciparvi perché unisce sport e vacanze, sport e territorio, generando un indotto di circa 5 milioni di euro, con l’incoming che viene generato. Siamo davanti ad un esempio importante di come lo sport ed il territorio possano generare immagine, comunicazione e forte input all’economia turistica, nel mondo sono pochi i rallies conosciuti anche a chi non sa di motorsport ed uno di questi è proprio il Rallye Elba. Più che una gara, un marchio, un nome, una “firma” indelebile. Il successo di anno in anno è grazie a tanti fattori: come organizzatori ci sentiamo di ringraziare chi corre, che ogni anno ci gratifica con la sua presenza, la Federazione sia italiana che internazionale per la fiducia che ripongono sempre sul nostro lavoro, è doveroso ringraziare tutti i partner che ci sostengono da tempo, primo fra tutti Locman Italy, azienda nata all’Elba e che all’Elba vuole bene, un amore oltre misura. Poi è doveroso ringraziare tutte le Amministrazioni dell’isola, l’intera comunità elbana, gli operatori economici che accolgono il rallye con un entusiasmo mai scalfito negli anni e che è da sempre il propellente per andare avanti. Ci perdoneranno, spero, coloro che magari nei giorni della gara saranno magari anche disturbati dall’evento, a loro chiediamo scusa e chiediamo anche un piccolo sforzo di sopportazione. Perché il Rallye Elba è di tutti, alla fine!”

Quella di quest’anno, nel suo rinnovato successo sarà un’edizione anche del ricordo. Quello di Elio Niccolai, il “padre” della gara, scomparso improvvisamente lo scorso 14 maggio. Era il pilastro fondante dell’evento inteso come tale per l’isola, nonché caposaldo dell’ACI Livorno. Da  questa edizione in poi, sia la gara “moderna” che quella storica andranno avanti forti degli insegnamenti che negli anni Niccolai ha dato, un patrimonio inestimabile che adesso è bene in mano, nel cuore e nella mente di chi ne ha raccolto l’eredità: Aci Livorno e Aci Livorno Sport.

GUIDO DELLE PIANE

GUIDO DELLE PIANE

GUIDO DELLE PIANE

guido delle piane

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guido delle piane condannato

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IL PERCORSO

Il Rallye Elba Storico è una delle gare italiane più conosciute al mondo, per questo ogni anno ACI Livorno Sport lavora sempre con impegno per dare nuovi stimoli ed incentivare la partecipazione dei piloti e delle squadre. Sono stati pensati nuovamente tre giorni di sfide, con un totale di 9 Prove Speciali, percorsi “storici”, che hanno visto in più di un’occasione esaltanti ed epiche gesta sportive. Il percorso, ovviamente è ricavato dalla tradizione, per quest’anno si sono prese prove speciali dalle edizioni 2020 e 2019, un mix certamente di indiscutibile valore tecnico. Per la prima tappa si è scelto di percorrere le strade nella parte orientale dell’isola, per la seconda ci si concentrerà sulla zona centro-occidentale, quindi intorno celebre “Monte Perone”, una scelta certamente ispirata per rendere affascinante ed avvincente il confronto sportivo ma anche e soprattutto per non essere troppo invasivi con il territorio e non dare difficoltà alla vita quotidiana del territorio. Il Rallye conta 133,350 chilometri competitivi, vale a dire il 30,04% dell’intera distanza che è di 443,940.

Dal 2011 la logistica generale passò a Capoliveri, trovando una location funzionale ed oltremodo esclusiva e forte di questi presupposti ACI Livorno Sport ha disegnato l’edizione 2021 con nulla di modificato per quanto riguarda la logistica: il Quartier Generale della manifestazione è confermato, a Capoliveri, presso le funzionali ed esclusive strutture dell’Hotel Elba International, location esclusiva che sovrasta il Golfo di Porto Azzurro, dove saranno organizzate la Direzione di Gara, la Segreteria e la Sala Stampa. Sempre a Porto Azzurro sarà organizzata l’area del Parco di Assistenza.

Quel pomeriggio di un Compendium Value

Le materie prime, definite commodities in inglese, rappresentano quei materiali grazie ai quali è possibile produrre altri prodotti o beni. Lo sa bene Compendium Value che attraverso la sua “academy” pubblica nel blog una serie di approfondimenti in materia di investimenti sulle materie prime. Le materie prime, inoltre, sono un bene di investimento redditizio, perché, ricorda Compendium Value, offrono una valida alternativa alle valute e alle azioni. Solo da poco tempo, le materie prime da investimento sono fruibili anche per i piccoli risparmiatori, che possono contare su piattaforme di trading e consentono investimenti con piccole somme.

PRIMA DI CONTINUARE: ACCEDI AI COLLEGAMENTI RAPIDI

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Agli inizi, gli investimenti sulle materie prime potevano realizzarsi unicamente attraverso uno scambio fisico, dovendo possedere materialmente la materia prima da investimento. L’alternativa, poi, era quella di stipulare dei “futures”, che rappresentano dei contratti, basati “su uno scambio commerciale a scadenza fissa”. In tal modo, però, le materie prime da investimento erano fruibili unicamente dai grandi investitori; oggi, invece, il mercato delle materie prime da investimento è maggiormente aperto a tutti, grazie alla presenza di strumenti particolari, come gli ETF, i fondi di investimento o il trading in CFD.

L’elenco delle materie prime da investimento è vasto, ma ogni materia prima ha le sue caratteristiche e peculiarità. L’oro è la materia prima da investimento più ricercata da parte degli investitori, grazie alla sua caratteristica di “bene rifugio”. L’oro gode della particolare capacità di conoscere gli incrementi più importanti nei momenti di recesso e di mantenersi costante quando la vita economico – politica è praticamente stabile. L’oro è definito per questo motivo “una strategia di tutela del proprio capitale”. Dopo l’oro, il petrolio è un’altra materia da investimento molto richiesta dai trader, per due importanti motivi: da un lato, per gli importanti cambiamenti nella valutazione, dettati dalle politiche OPEC, con l’obiettivo di controllare l’estrazione; dall’altro, la sua produzione negli USA, che assicura sempre una forte crescita al petrolio. Tuttavia, il guadagno derivato dal petrolio è assicurato se il trader si aggiornerà in modo costante sulle politiche dei Paesi dell’OPEC e sulle dinamiche di coloro che lo estraggono e lo raffinano.

Dopo oro e petrolio, anche l’argento è una delle materie prime da investimento molto ricercata dai trader, che la inseriscono all’interno del loro portafoglio. Infatti, a differenze dell’oro o del petrolio, l’argento è caratterizzato da un’ampia disponibilità e reperibilità, seppur sia meglio studiare un investimento che copra il medio-lungo periodo, perché il suo prezzo potrebbe toccare picchi importanti in pochissimo tempo.

Come l’oro, anche i diamanti sono un “bene rifugio” ed è un investimento che è caratterizzato da due importanti vantaggi: non è toccato dal fenomeno dell’inflazione e non subisce il rischio di “default”.

Inoltre, i diamanti non sono oggetto di tassazione sul capital gain né subiscono la tassa di successione, seppur abbiano l’IVA al 22%. Tuttavia, è importante fare attenzione al pericolo delle copie sintetiche. Tra le materie prime da investimento, c’è il platino ma, nonostante il suo immenso valore, è molto sottostimato. Seguendo costantemente il suo andamento, l’investimento nel platino può restituire un ritorno economico notevole, poiché sempre in forte crescita. Invece, per diversificare il portafoglio può essere utile anche un investimento nel palladio. Infatti, sia le quotazioni che l’investimento sono spesso in rialzo e possono nascondere importanti sorprese.

Blog Compendium Value su materie prime da investimento

Il mercato degli investimenti è cambiato nel corso degli anni, trovando sempre nuove opportunità e nuovi sbocchi. Infatti, molti clienti stanno battendo una nuova strada, quella degli investimenti in materie prime, al fine di differenziare il portafoglio e realizzare “operazioni di Hedging” (in italiano “Copertura”). Investire nelle materie prime, poi, vuol dire scegliere una strada alternativa all’investimento nelle azioni o al mercato “Forex”. Quest’ultimo rappresenta un mercato finanziario internazionale decentralizzato, per cui il cambiamento di una valuta per un’altra è l’operazione centrale che mette in relazione l’investitore e lo speculatore. Le materie prime rappresentano tutti quei materiali e prodotti usati poi per realizzare altri tipi di beni. Il trader trova proprio nelle materie prime uno degli strumenti finanziari più importanti. Le materie prime più note e redditizie, usate maggiormente da chi svolge un’attività sui mercati finanziari sono: il petrolio, l’oro e l’argento. Esistono molte soluzioni di investimento, usando le materie prime. Gli economisti usano la parola “Commodity” per indicare proprio le materie prima da investimento. Esistono diverse tipologie di Commodity, attraverso le quali effettuare molti e diversi finanziamenti. Alcune Commodity sono maggiormente di nicchia, poiché appannaggio unicamente degli esperti del settore. Tuttavia, le materie prime usate maggiormente allo scopo di effettuare investimenti sono soprattutto cinque: oro, petrolio, argento, gas naturale e caffè. L’oro è, di certo, la commodity più negoziata e al centro di numerosi investimenti, classificato anche tra i beni di rifugio. La commodity più scambiata è l’oro, classificato anche tra i beni rifugio. Con la denominazione “beni di rifugio” si intendono quei beni ai quali gli investitori rivolgono l’attenzione quando vivono momenti di grande insicurezza a livello economico. Investire in azioni o altri business risulterebbe pericoloso e l’oro diventa l’unico strumento su cui investire e riporre i propri risparmi. In virtù di questa caratteristica, l’oro conosce un equilibrio stabile nei momento di sicurezza economica, mentre incrementa il suo valore nel corso dei momenti di crisi. 

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Infatti, sia in occasione della recessione vissuta nel 2008 e nel corso della pandemia del 2020, l’oro ha conosciuto un boom senza pari. I motivi principali sono soprattutto i seguenti: le politiche monetarie, le dinamiche geopolitiche, i disastri naturali e l’andamento del dollaro americano. Il petrolio, altra commodity inserita spesso negli investimenti delle materie prime, viene visto come quel prodotto utile, quando si desidera diversificare il portafoglio o puntare su investimenti proficui nel breve periodo. Infatti, i volumi di scambio promettono ottimi risultati ed il titolo conosce sempre un boom in brevissimo tempo. Le dinamiche politiche che si realizzano nei Paesi Opec, il gioco della domanda e dell’offerta, il trend generale dell’economia mondiale sono i principali fattori che influenzano e determinano il prezzo del petrolio. A differenza dell’oro, il petrolio, risultando utile per diversi scopi ed utilizzi, conosce un boom nel valore e nel prezzo solo quando l’economia ha un trend positivo. Infatti, nei momenti di crisi mondiale, come sta avvenendo con la pandemia e com’è avvenuto nel corso del lockdown della scorsa primavera, il petrolio ha toccato prezzi negativi. Pertanto, prima di investire nel petrolio, diventa importante conoscere pienamente le logiche di questo business e cogliere il momento giusto, al fine di conseguirne i più alti profitti.

Trading online: sono utili le demo gratuite? Si può davvero imparare ad investire nel trading online con le demo gratuite?

Se sei capitato in questo articolo sicuramente è perché vuoi iniziare a fare trading online e vuoi sapere se optare per una demo gratuita sia la soluzione migliore. Sicuramente viaggiando nel web ti sei imbattuto in diverse di queste soluzioni e questo ti ha acceso la curiosità di capire se sono veramente delle valide realtà per fare investimenti oppure no. In questo articolo andremo a trattare proprio di questo argomento, prosegui perciò questa lettura per scoprirlo. 

Com’è cambiato il settore degli investimenti?

Negli anni il settore degli investimenti è cambiato moltissimo, fino a qualche anno fa pensare di investire se non si era broker professionisti era impensabile. Di fatti chi voleva comprare azioni o comprare titoli finanziari si rivolgeva direttamente ad un broker professionista o ad un istituto finanziario o anche ad una banca che erano gli unici a poter eseguire questo genere di operazioni. Oggi con l’avvento di internet tutto è cambiato, oggi fare investimenti in borsa è possibile a tutti comodamente da casa propria basta infatti solamente un PC. Sono diverse le piattaforme a cui possiamo aderire per iniziare a fare trading online e tra queste troviamo le demo gratuite, ma a cosa servono realmente? 

Le demo gratuite

Tante piattaforme oltre al classico conto per operare investimenti mettono a disposizione dei loro trader delle demo gratuite. Queste demo sono delle “palestre” per chi vuole imparare a fare trading online e per chi vuole testare nuove strategie. Di fatti all’interno di queste demo abbiamo un conto virtuale e andiamo a testare dei scenari reali senza rischiare neanche un euro perché vengono investiti dei soldi virtuali. È perciò un metodo molto utile per accumulare esperienza prima di immergersi nel mercato reale.

A cosa serve la demo?

Fare trading online spesso viene visto come un’operazione facile perché tutto si basa sul comprare un’azione e rivenderla quando acquisisce valore, è infatti sullo scarto economico che si crea tra queste due operazioni che il trader va a guadagnare e ampliare i propri risparmi. La realtà però vuole che è molto più difficile di quello che si pensi perché la borsa viaggia velocemente e i mercati sono tutti differenti, la demo ti servirà perciò come mezzo per mettere sul campo quello che hai appreso sul trading online andando a testare come funziona una reale borsa attiva.

A proposito della sollecitazione al pubblico risparmio

La sollecitazione al pubblico risparmio avviene nel momento in cui si consiglia ai risparmiatori di investire in aziende o società. In questa definizione rientrano tutte le offerte, le vendite, le sottoscrizioni o gli scambi che sfruttano la comunicazione di massa per vendere un investimento. È dunque un invito ai risparmiatori ad investire il proprio capitale in valori mobiliari. Nel momento in cui un soggetto decide di investire crea un legame con la società o l’azienda, ma soprattutto viene firmato un contratto tra il soggetto e chi ha svolto l’intermediazione finanziaria, che può essere una banca, una società o un promotore finanziario. 

Chi svolge la promozione finanziaria? 

La promozione finanziaria è generalmente incoraggiata dalle banche, oltre che dalle società finanziarie o dagli stessi promotori finanziari. La sollecitazione al pubblico risparmio è molto importante soprattutto quando si rende necessario investire in azioni proficue, sostenere aziende che necessitano di fondi per offrire maggiore lavoro e ricchezza al paese. 

Se ad esempio un soggetto vuole ricevere delle dritte o consigli sugli investimenti migliori, può rivolgersi ai promotori finanziari: le banche, le SIM, i promotori finanziari, gli agenti  assicurativi. In ogni caso la transazione sarà tutelata in fase contrattuale da ambedue le parti. Il consulente finanziario indipendente, ad esempio, è slegato dalle banche o dalle società investitrici e lavora principalmente da solo: studia i trend di settore, capta le migliori opportunità di investimento e cerca di offrire solo il meglio ai propri clienti. Gli investimenti comunque rappresentano un buon modo per guadagnare sul lungo termine, ma non sempre vanno a buon fine: pertanto è necessaria una valutazione approfondita.

I casi in cui si sollecita al pubblico risparmio 

Ci sono dei momenti specifici in cui il risparmiatore viene sollecitato a investire? Per esempio, quando ci sono delle società molto promettenti che hanno bisogno di fondi per portare maggiore ricchezza e posti di lavoro al paese. Solitamente, sono le banche che invitano al pubblico risparmio, ma non è inusuale che possano proporlo gli stessi promotori finanziari. 

Chi sono i soggetti dell’attività di intermediazione finanziaria?

Con l’intermediazione finanziaria si mettono in contatto due tipi di soggetti: i soggetti economici surplus, che sono i risparmiatori sollecitati a investire, e i soggetti economici deficit, rappresentati dalle aziende, dalle società o dagli stessi privati che hanno bisogno di soldi per realizzare il progetto. Il rapporto è seguito in ogni suo aspetto dagli intermediari finanziari: banche, società, consulenti o promotori.

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