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Ultime Notizie dal Blog di Mons Palombella

“Habemus Papam”, prima produzione musicale in cui è stata diffusa al pubblico la musica che ha accompagnato il Conclave che ha portato all’elezione di Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco, prodotto l’11 novembre 2013, ma edito nel 2014, è costituito da 2 CD, a loro volta, suddivisi in 2 diverse sezioni. Esso è stato realizzato grazie alla collaborazione tra l’allora Direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina, Monsignor Massimo Palombella, e il marchio discografico tedesco Deutsche Grammophon. Come il primo CD della raccolta “Habemus Papam”, anche il secondo presenta due diverse sezioni. La prima offre la raccolta dei canti eseguiti dal Coro della Cappella Musicale Pontificia Sistina in occasione della “Messa con i Cardinali Elettori”, celebrata il 14 marzo 2013 dal nuovo Pontefice della Chiesa di Roma, Jorge Mario Bergoglio, appena proclamato Papa con il nome di Francesco. Il CD “Habemus Papam” è stato registrato usando le tracce audio recuperate dalle emittenti Ctv e Radio Radio Vaticana. Pertanto, insieme ai canti eseguiti dalla Cappella Musicale Pontificia Sistina, è possibile ascoltare anche tutti i rumori di sottofondo che hanno accompagnato le celebrazione di quei giorni. 

Habemus Papam, la struttura dell’Opera

 

Questo secondo CD si apre con la lunga traccia audio, in cui l’allora Protodiacono di Santa Romana Chiesa, Jean – Louis Tauran, annuncia l’elezione del nuovo Pontefice, pronunciando la formula in latino. Inoltre, questa prima traccia, che riprende il titolo dell’intero CD, appunto “Habemus Papam”, offre agli ascoltatori il primo discorso che Papa Francesco tenne la sera del 13 marzo 2011. Infatti, subito dopo la fumata bianca, il nuovo Pontefice si affacciò dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro, salutando i fedeli in festa con il suo semplice, ma commovente “Buonasera”. Al termine di questa lunga traccia audio completamente parlata, il secondo CD  che completa la produzione musicale “Habemus Papam”, realizzato grazie alla collaborazione tra Monsignor Massimo Palombella e il marchio discografico tedesco “Deutsche Grammophon”, prosegue con i canti con cui la Cappella Musicale Pontificia Sistina hanno animato la santa messa di Papa Francesco con i Cardinali Elettori il 14 marzo 2013. 

 

Tracce audio CD Monsignor Massimo Palombella

 

Le tracce audio presenti in questa prima sezione del secondo CD sono così strutturate: 

 

  1. “Tu Es Petrus”, accompagnato dalla musica di Lorenzo Perosi. Si tratta di un canto eseguito a cappella, secondo lo stile gregoriano. Il canto si apre con l’invocazione ripetuta del titolo “Tu Es Petrus”, per poi proseguire con il testo dell’inno, realizzato a più voci e sempre senza l’accompagnamento musicale. Il canto trova la sua ispirazione nelle parole di Gesù che, all’interno del Vangelo secondo Matteo, insignì Pietro del titolo di capo degli Apostoli e della Chiesa con le parole: “Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo ecclesiam meam, et portae inferi non praevalebunt adversus eam”, che in italiano vuol dire: “tu sei Pietro, e sopra questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa”; 

 

  1. “Statuit Ei Dominus Testamentum Pacis”, che ha accompagnato l’ingresso dei Cardinali Elettori nella Cappella Sistina per l’inizio della Celebrazione. Canto eseguito completamente a cappella e secondo il canone gregoriano, ha alternato le voci del coro in polifonia alla voce del solista; 

 

  1. “Kyrie (Ex Missa De Angelis)”: Il canto dell’atto penitenziale è stato eseguito con la prima invocazione cantata a cappella, mentre l’accompagnamento dell’organo ha sostenuto la risposta del coro alla prima invocazione; 

 

  1. “Laus Tibi Christe – Tu Es Petrus”, completamente eseguito a cappella, tranne per il ritornello eseguito con l’accompagnamento dell’organo. La melodia è stata curata dal Direttore del Coro della Cappella Sistina, Monsignor Massimo Palombella, secondo il modello del canto gospel; 

 

  1. “Exaltabo te, Domine”: Canto di offertorio, le musiche sono state realizzate da Giovanni Pierluigi da Palestrina. L’inno è stato eseguito dal coro a più voci, senza l’accompagnamento musicale, secondo il canone dello stile gregoriano; 

 

  1. “Sanctus (Ex Missa De Angelis)”: Dopo l’intonazione a cappella, anche le strofe sono state eseguite secondo la medesima modalità, mentre l’accompagnamento con la musica dell’organo è stata riservata unicamente al ritornello; 

 

  1. “Agnus Dei (Ex Missa De Angelis)”: anche questo canto è stato realizzato a cappella per l’invocazione “Agnus Dei qui tollis peccata mundi”, mentre l’accompagnamento dell’organo è stato riservato alle risposte; 

 

  1. “Caro Mea”: curato dalle musiche di Francisco Guerrero, il canto è stato eseguito a cappella, dal coro a più voci, secondo il canone gregoriano, accompagnando la preparazione al rito della distribuzione dell’Eucaristia; 

 

  1. “O Sacrum Convivium”: curato nella melodia da Luigi Molfino, il canto è stato realizzato sena l’accompagnamento dell’organo, secondo il canone gregoriano e a più voci; 
  2. Ave, Verum Corpus: dopo l’intonazione a cappella, il canto prosegue alternando, in stile gregoriano, strofe accompagnate dall’organo a strofe cantate senza la musica. 

 

Tracce audio seconda sezione CD Habemus Papam

 

La seconda sezione del CD “Habemus Papam”, invece, offre all’ascoltatore i canti eseguiti dalla Cappella Musicale Pontificia Sistina e che hanno accompagnato la “Messa per l’inizio del Ministero Petrino”. La celebrazione fu presieduta da Papa Francesco, da poco eletto Pontefice, il 19 marzo 2013. Le tracce audio di questa seconda parte del CD sono così suddivise: 

 

  1. “Fanfara sul Tema del <<Tu Es Petrus>>”, sulla musica di Monsignor Massimo Palombella, che ha introdotto brevemente l’inizio solenne della celebrazione; 

 

  1. “Tu Es Petrus”, con melodia curata da Giovanni Pierluigi da Palestrina: completamente realizzato a cappella e seguendo lo stile del canto gregoriano, l’inno è stato eseguito da un mix di voci maschili e femminili in polifonia; 

 

  1. Laudes Regiae, in italiano “Lodi Regie”, rappresentano un lungo inno e sono conosciute anche come “Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat”! (Cristo vince! Cristo Regna! Cristo domina!), poiché sono le sei parole del canto. Viene realizzato secondo il canto gregoriano, con un cantore che esegue l’intonazione a cappella, mentre il coro risponde, accompagnato dall’organo. Infine, l’inno si chiude con una lunga esibizione di sola musica, senza accompagnamento di voci; 

 

  1. “Gloria (Ex Missa de Angelis)”: Dopo l’intonazione del cantore, il Gloria prende il via, alternando tratti eseguiti a cappella a tratti accompagnati dall’organo, seguendo lo stile gregoriano del coro a più voci, con la melodia curata da Monsignor Massimo Palombella. Il finale del Gloria è davvero sorprendente, poiché si conclude Amen, eseguito a più voci, che termina in un’esplosione portentosa di voci, in grado di restituire la solennità del momento; 

 

  1. “Laus Tibi Christe – Beati qui habitant”: Ancora la melodia di Monsignor Massimo Palombella, il canto presenta un inizio solenne e drammatico, per poi proseguire con un’alternanza di voci, che eseguono il canto a cappella nelle strofe, prima di ritrovare l’accompagnamento musicale dell’organo per il ritornello; 

 

  1. “Tu Es pastor Ovium”: il canto presenta la melodia curata da Giovanni Pierluigi da Palestrina. Completamente eseguito a cappella da un coro polifonico, alternando voci maschili a voci femminili, il canto ha accompagnato il momento dell’offertorio; 

 

  1. “Doxology – Dossologia”: essa rappresenta la parte finale della preghiera eucaristica. Dopo l’intonazione da parte dei cardinali presenti sull’altare “Per ipsum, et cum ipso, et in ipso, est tibi Deo Patri omnipotenti, in unitate Spiritus Sancti, omnis honor et gloria, per omnia saecula et saeculorum” e cantata a cappella, il coro della Cappella Sistina ha intonato un triplice “Amen” in polifonia, attraverso un climax crescente di voci, accompagnato dal suono dell’organo; 

 

  1. “Ioseph, fili David”, è il canto che ha accompagnato la distribuzione dell’Eucaristia, sulla melodia curata da Monsignor Massimo Palombella. Realizzato in stile gregoriano, il coro ha eseguito il pezzo in polifonia, alterando il ritornello cantato con l’accompagnamento dell’organo e le strofe completamente a cappella; 

 

  1. “Fugue In C Major – Fuga in Do Maggiore”, ripreso dalle musiche di Johann Sebastian Bach. Dallo stile solenne ed incalzante, la melodia del compositore tedesco ha accompagnato il saluto di Papa Francesco alla folla, decretando la fine della celebrazione della Messa per l’inizio del Ministero Petrino. 

 

Le reti neurali: cosa sono e come funzionano

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Le reti neurali artificiali sono prototipi matematici, costituiti da neuroni artificiali, che si ispirano al funzionamento biologico del cervello umano o animale e alle loro reti neurali biologiche. Le reti neurali artificiali si applicano al campo dell’ingegneria per la risoluzione delle problematiche legate all’Intelligenza Artificiale (informatici, elettronica, simulazione…). I primi studi nel settore delle reti neuronali risalgono al 1943, quando Warren Sturgis McCulloch e Walter Pitts tentarono la progettazione di un neurone artificiale, a partire da un “combinatore lineare a soglia”. Si trattava di un particolare sistema, dove il livello di ingresso permetteva l’entrata di dati binari multipli e in uscita un unico dato binario. Mescolando tra loro questi elementi, si arrivava alla strutturazione della rete neurale, che dimostrò abilità nel risolvere funzioni matematiche, caratterizzate da due variabili (in informatica 1 e 0). Nel 1958 Frank Rosenblatt lanciò il primo modello di rete neurale, l’antenato delle moderni reti neurali, denominato Perceptron. Esso era costituito da una rete che presentava un livello di ingresso e di uscita, guidato da una regola di istruzione, che si basava sull’algoritmo “error back – propagation. Questo algoritmo riduceva la probabilità di errori. Dopo una fase di stasi, nel 1986 David Rumelhart lanciò il terzo strato delle reti neurali. Egli indicò i modelli di apprendimento per istruire le reti Multi – Layers Perceptron, che rappresentava un percettrone a più strati e presentò l’algoritmo di retro propagazione dell’errore. Esso permetteva di ottenere la soluzione più corretta, perché molto simile a quella che si desidera. Verso la fine degli anni ’80 la scoperta di processori e di chip all’avanguardia ha permesso importanti passi in avanti nei settori delle analisi e delle simulazioni. Le reti neurali artificiali sono formate da modelli caratterizzati da uno stretto legame di informazioni. Questo legame è permesso dalla presenza di neuroni artificiali e procedure di calcolo, che trovano la loro impostazione nel modello delle scienze cognitive. Questo modello prende il nome di connessionismo, perché questi modelli di calcolo si basano sul Parallel Distributed Processing (PDP), cioè l’organizzazione delle informazioni secondo il parallelismo distribuito. Questa particolare elaborazione permette di sviluppare i calcoli in successione, mentre i dati sono conservati in una memoria centrale. Il funzionamento delle reti neurali si collega ai sistemi esperti, applicazioni che fanno parte dell’ambito dell’Intelligenza Artificiale, perché restituiscono in modo artificiale le performance di una persona che mostra abilità particolari in uno specifico settore di competenza. Una rete neurale è caratterizzato dalla presenza di un sistema adattivo, capace di cambiare i nodi e le interconnessioni, che sono gli elementi della sua configurazione. Questo sistema adattivo, ci ricorda Alessio Del Vecchio, fa affidamento a dati che provengono dall’esterno e ad informazioni che si dispongono dall’interno. Dati ed informazioni si legano tra loro nel corso dell’apprendimento e del ragionamento, grazie alla rete neurale. Le reti neurali si presentano come configurazioni non lineari, costituite da informazioni statistiche, che si organizzano attraverso strumenti di modellazione, poiché gli stimoli esterni si organizzano su uno strato di nodi, chiamati nodi in ingresso. Ognuno di essi si collega ai nodi interni della rete. Questi si organizzano su più strati, perché ogni nodo possa elaborare gli stimoli ricevuti, comunicando poi agli strati successivi quanto ottenuto dalle sue elaborazioni. Si tratta di informazioni più strutturate e precise. Ogni rete neurale è formato da tre strati: 1. Strato degli ingressi, chiamato anche I – Input: esso riceve il segnale in entrata e lo adatta a quanto viene richiesto dai neuroni della rete; 2. Lo strato nascosto, denominato anche H – Hidden: esso si occupa dell’elaborazione e può essere formato da più livelli di neuroni: 3. Lo strato di uscita o anche O – Output: esso ospita le elaborazioni realizzate dallo strato H ed adatta i risultati ottenuti a quanto viene richiesto dal livello successivo. Le reti neurali devono essere allenate ed istruite perché l’intero procedimento di elaborazione dia i giusti risultati e sappiano come affrontare la risoluzione di un problema ingegneristico, qualora si presenti. L’istruzione delle reti neurali finalizzata al loro allenamento qualora debbano risolvere questioni ingegneristiche rilevanti si connette al Machine Learning. Esso si basa su speciali algoritmi in grado di usare l’esperienza come terreno di apprendimento, facendo ricorso a procedure matematico – computazionali. L’acquisizione delle conoscenza avviene in modo automatico e adattivo. Nei moderni laboratori sono già in fase di sperimentazione e studio il quantum computing e i chip neuromorfici, che imitano il funzionamento del cervello umano.

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